Otto mesi di dominio assoluto a partire da Ponte Buggianese
I passaggi chiave della cavalcata trionfale della squadra biancorossa iniziata a settembre con tre punti ottenuti in trasferta
GROSSETO. Sono stati otto mesi, forse nove, di un’attesa che pareva infinita. Di un campionato condotto in testa dall’inizio alla fine ma molto spesso vissuto con l’ansia di chi non sa cosa davvero potrà succedere.
Tutto comincia in uno splendido pomeriggio di settembre, in Valdinievole, con il Grosseto che per la prima di campionato è ospite della Ponte Buggianese. È una squadra tutta nuova quella costruita dai Ceri che si alternano al vertice della società, con Mario che prende il posto di Simone come presidente. In panchina siede Sebastiano Miano, un’icona biancorossa come giocatore e lo scorso anno apprezzato tecnico del Piombino. Stavolta non ci sono spese folli, nessun giocatore fuori budget, ma la squadra è costruita sul mercato assieme al direttore sportivo, Egidio Bicchierai, uno che di queste categorie conosce tutto e tutti. L’obiettivo, ancor più dell’anno prima: vincere il campionato e riportare la squadra in serie D. Fa ancora caldo il 9 settembre a Ponte Buggianese e al Grosseto bastano appena 3’ per ritrovarsi già in vantaggio, grazie a una rete di Tommaso Pierangioli, uno degli ultimi acquisti, ma il più lesto a spingere sull’acceleratore; il Grifone è già scappato in testa alla classifica, primo e per primo. Sarà un segno. I padroni di casa pareggiano, ma prima Riccardo Cretella e poi ancora Pierangioli, spiegano ai padroni di casa che quest’anno non ce ne sarà per nessuno e la seconda rete della Ponte arriverà sui titoli di coda, con i biancorossi già saliti sul pullman con i primi 3 punti da riportare in Maremma.
Seguiranno altre due vittorie, con la matricola Vorno, squadra che al ritorno farà piangere i biancorossi e il Castelnuovo, col giovane Schoon Molinari protagonista indiscusso e autore di 2 gol decisivi. Il primo stop arriva alla quarta ed è il Montignoso che poi addirittura eliminerà il Grosseto dalla Coppa Italia in uno sciagurato pomeriggio a Paganico, ad imporre allo Zecchini un clamoroso 1-1. La domenica successiva, Luca Andreotti, l’acquisto più importante della stagione, regala altri 3 punti alla causa biancorossa, grazie al suo acuto in quel di Cenaia. Ne segnerà poche il capocannoniere della stagione precedente, perseguitato qui in Maremma da una serie infinita di infortuni muscolari. Quindi, Piombino, Pro Livorno, Castelfiorentino e San Miniato, cadono come mosche, uno dietro l’altra. Il Grifone è in fuga e prima della trasferta di Fucecchio rischia di ammazzare il campionato già nel girone di andata.
Invece, i bianconeri fiorentini giocano una gara perfetta, mentre il Grosseto resta sul pullman e alla fine ne prende 4. Una bambola incredibile e inattesa, ma che paradossalmente farà bene a un gruppo che forse già pensava a una passeggiata di salute fino alla fine. Campionato riaperto, proprietà arrabbiata e tifoseria preoccupata. Ma quest’anno il gruppo è di un’altra pasta e a ogni azione negativa seguirà sempre, puntuale, una reazione positiva. A farne le spese stavolta è il Montecatini che sul neutro di Gavorrano, con lo Zecchini alle prese con lavori di maquillage, prende 3 sberle sonore e a suonare la carica sarà proprio Andreotti che comunque il suo marchio sulla stagione riesce a lasciarlo. Ti aspetti un finale di girone di andata a mille e invece arriva un periodo di alti e bassi. Un pareggio a reti bianche a Camaiore, unico del campionato, una manita rifilata al povero Cecina e il clamoroso ko casalingo con la Cuoiopelli che per una domenica torna la bestia nera della stagione precedente.
Si gira col Grifone sempre davanti, ma con la società poco contenta di quanto espresso dalla squadra e preoccupata circa la possibilità di arrivare in fondo per primi. Miano così comincia a sedersi su una graticola e non lo salverà neppure il gol di Filippo Boccardi che il 6 gennaio basta per liquidare ancora una volta la Ponte Buggianese; si cambia. I Ceri chiamano in panchina Lamberto Magrini che a Grosseto c’era già stato tanti anni prima; sarà la mossa vincente. Per Miano è un esonero amaro. Tanto più che la prima di Magrini è un flop clamoroso, con la squadra che al Porta Elisa di Lucca cade di misura con il modesto Vorno e i tifosi preoccupati. Ma ancora una volta, il gruppo si compatta e lentamente comincia a assimilare i dettami del nuovo tecnico, aiutato nella sua missione da un nuovo bomber, Giacomo Vanni, unico rinforzo del mercato invernale e alla fine, anche lui decisivo, visti gli infortuni di uno sfortunato Andreotti. Proprio Vanni e Boccardi liquidano il Castelnuovo. Ancora Boccardi, che con Magrini ritrova spazio e fiducia, abbatte la bestia nera Montignoso in casa sua; è il segnale a tutto il campionato, proprio mentre Fucecchio e anche Montecatini cominciano a pregustare una clamorosa rimonta. L’ultimo mezzo scivolone è il pareggio interno col Cenaia. Piombino, Pro Livorno, Castelfiorentino, San Miniato e Fucecchio portano in dote altri 15 punti e soprattutto la vittoria col Fucecchio, griffata al 90’dal giovanissimo Patrick Villani, è una evidente dimostrazione di forza al di là della risicata vittoria di misura finale. A 5 giornate dalla fine, il vantaggio sui bianconeri è di 9 punti. Neppure il pareggio di Montecatini, col Fucecchio che tornerà a 7 dai maremmani, basterà a riaprire un discorso, che a dire il vero, non c’è mai stato, con il Grosseto capace di un coast to coast al comando lungo 6 mesi. Fino all’apoteosi di Massa Marittima, con la vittoria sul Cecina che consegna al nuovo Grifone una vittoria in un campionato che mancava da ben 12 anni.
Un campionato vinto da tutti. Dalla società che ora può guardare al futuro con rinnovata speranza e con un centro sportivo tutto nuovo in arrivo,a Roselle. Dai due tecnici, Miano e Magrini, bravi a plasmare un grande gruppo, prima che una grande squadra. Da giocatori come Cretella, leader assoluto e autore di molte reti importanti che scegliamo su tutti, per costanza di rendimento e attaccamento alla maglia. Dal pubblico, prima diffidente e poi di nuovo numeroso sulle tribune. —
Paolo Franzò
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