Campioni nella scuola d’élite, l’Invicta continua a crescere
La società giovanile insignita dalla Figc del titolo per il terzo anno consecutivo: psicologia, alimentazione e studio nel programma degli allenamenti
L’Invicta Grosseto è ancora una volta “scuola d’èlite”. Il riconoscimento è stato assegnato nei giorni scorsi per il terzo anno consecutivo alla società di calcio giovanile maremmana dalla Federazione italiana gioco calcio. Il Comitato regionale toscano della Figc, attraverso il relativo bollettino ufficiale, ha deciso di insignire l’Invicta di questa speciale qualifica dopo aver esaminato un articolato progetto che ha coinvolto non solo i giocatori ma anche i genitori ed altri aspetti (psicologia, alimentazione, settore scolastico) in relazione all’obiettivo principale: la corretta gestione della pratica sportiva giovanile. «Per noi – dice Maurizio Bruni, responsabile tecnico della scuola calcio dell’Invicta Grosseto – è un’attestazione prestigiosa che rappresenta l’apice per una qualunque società calcistica moderna e inoltre permette di affiancarci a realtà storiche come Picchi Livorno, Calenzano, Settignanese, San Miniato Siena che hanno una storia del settore giovanile».
La Figc ha diviso l’attività in centri di avviamento di base, scuole calcio ufficiali e scuole d’èlite, come l’Invicta che, per diventarlo, devono presentare una programmazione coordinata e mirata alla formazione specifica ed ottimale delle giovani leve tradotta in progetti al di fuori della normale attività delle scuole calcio tradizionali e dei centri avviamento allo sport. «Uno degli obblighi più belli ma gravosi inseriti nella documentazione che rappresenta una delle condizioni essenziali per ottenere la qualifica – continua Bruni – è la creazione di un progetto nel progetto di oltre 70 ore con le scuole cittadine. Noi lo facciamo con le scuole elementari di via Marche e di via Adige».
Ma quello con gli istituti è solo la punta di diamante di una struttura all’avanguardia che ha permesso all’Invicta di fregiarsi per tre anni di fila del titolo d’ èlite . Il progetto prevede alcuni passaggi obbligatori partendo, a settembre, dalla presentazione delle domande al Comitato regionale Figc; quindi a novembre vengono tenuti dai tre ai cinque incontri formativi con tecnici e genitori (sui temi di grande importanza per il ragazzo come alimentazione, psicologia, infortuni); la conclusione è stabilita ad aprile, nel periodo in cui i campionati e le altre attività giungono al termine, con gli step formativi nelle scuole. Le verifiche, i confronti e l’analisi del progetto vengono effettuate da membri del Comitato toscano Figc e dal delegato provinciale dell’attività di base Leonardo Fanciulli. «In tutta la regione – aggiunge Bruni – eravamo 50 circa società». Ma non basta. La Federazione, infatti, per celebrare ed unire le società èlite ha organizzato un torneo riservato alla categoria esordienti che consente, dopo aver superato una fase preliminare, di accedere a quella nazionale. «I nostri esordienti del secondo anno si stanno comportando molto bene – conclude Bruni – perché hanno già vinto le gare interprovinciali. A marzo saranno attesi per ben figurare nella fase regionale che si svolgerà al Centro tecnico federale di Coverciano e, se tutto andrà bene, potremmo essere protagonisti nel mini-torneo conclusivo a Roma in autunno». Un riconoscimento che riempie il cuore della società e che fa crescere il vivaio dei giovani calciatori. —
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