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Gavorrano torna a respirare l’aria dei bei tempi andati
Il dg Vetrini: «Due stagioni fa avevamo capito di aver messo le fondamenta di quella che poi sarebbe diventata la squadra da battere nel girone»
GAVORRANO. All’andata la sfida contro il Tuttocuoio fu il primo momento delicato della stagione per il Gavorrano: la sconfitta a Ponte a Egola per 2-0 segnò la fine dell’esperienza in panchina nei maremmani di Pier Francesco Battistini.
Dopo poche ore infatti dal secondo stop in stagione, oltre all’eliminazione in coppa Italia e a tre pareggi, l’allenatore romano arrivato al Malservisi-Matteini per ricostruire la squadra dopo la retrocessione dalla serie C, fu esonerato. La società decise di cambiare, intuendo che la situazione non sarebbe migliorata e affidandosi al sergente di ferro fiorentino Atos Righetti. Oggi in panchina per i minerari è tornato uno dei totem del calcio maremmano Marco Cacitti, e lo “zio” ha cambiato volto e prospettive alla squadra nel giro di due mesi, facendola rifiorire e portandola a ridosso della zona playoff.
Sicuramente di errori in casa rossoblù nella scelta di molti giocatori ne sono stati commessi, ma ora l’aria che si respira nel gruppo sembra essere quella dei tempi andati. Il direttore generale Filippo Vetrini lo ha ribadito in più di un’occasione: «Due stagioni fa quando abbiamo vinto a mani basse la serie D (e approdo per la prima volta nella terza serie del calcio professionistico), venivamo da una precedente stagione dove avevamo vinto i playoff senza poi sfruttare la possibilità di ripescaggio. Però avevamo capito di aver costruito le fondamenta di quella che poi sarebbe diventata la squadra da battere, come poi è stato, con la conquista del girone. Oggi cerchiamo di fare lo stesso. I tanti giocatori arrivati sono stati mirati anche per una questione territoriale, dare insomma un volto riconoscibile alla squadra con gente di Maremma. Siamo sicuri che questa è la strada giusta per prepararci al futuro. Per il presente invece dobbiamo giocarci partita dopo partita e vedere dove arriviamo».
Anche perché il progetto con il Real Follonica sta sempre più consolidandosi e il patron l’ingegner Luigi Mansi ad ogni occasione lo ribadisce, considerandolo più che un fiore all’occhiello ma l’unica strada da seguire e che porterà nel breve periodo i suoi frutti. In questo momento la collaborazione ha già portato al tesseramento di circa 300 ragazzi nel settore giovanile, con otto campi di calcio fra Gavorrano e Follonica dove allenarsi e soprattutto il Capannino, il comunale di via Sanzio, sta risorgendo dalle ceneri e potrebbe diventare la casa della nuova realtà calcistica Gavorrano-Follonica. L’obiettivo è principalmente quello di consolidare la società, crescere nei numeri, e pensare ad un domani (non troppo lontano però) a tornare nei professionisti, con due città alle spalle: Gavorrano per la storia e appunto Follonica con i suoi 21 mila abitanti, dove il calcio quest’anno, è bene ricordarlo, non c’è con nessuna squadra che partecipa ad un campionato Figc, a parte il settore giovanile. —
Enrico Giovannelli
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