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Il Grifone riprende gli allenamenti Obiettivo dimenticare la Cuoiopelli

P. F.

Si torna a giocare il 6 gennaio dopo la brutta prestazione dell’ultima giornata di gara Ora serve serenità e coraggio per tornare a vincere

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GROSSETO. Riprende oggi ad allenarsi il Grosseto, dopo qualche giorno di riposo per le festività natalizie. Il campionato ripartirà già il 6 gennaio, quando allo Zecchini per la prima di ritorno, arriverà la Pontebuggianese. Negli occhi però, c’è ancora la brutta prestazione con la Cuoiopelli che ha chiuso il 2018 nel peggiore dei modi.

Difficile l’analisi di una gara giocata così male, dalla stessa squadra che solo una settimana prima aveva invece fatto tanto bene in casa del San Marco Avenza. L’unica spiegazione, può essere legata a un calo di concentrazione, rispetto alla garra messa in campo invece da una Cuoio che è stato evidente: a questa partita teneva assai di più dei biancorossi.

Un Grifone forse distratto da una settimana di feste, incontri, regali e appuntamenti extra campo che possono aver intaccato la concentrazione dei giocatori sulla partita. Anche se poi la sconfitta è arrivata in maniera rocambolesca, col risultato più giusto che sarebbe stato quello di un salomonico 0-0. C’è molto su cui interrogarsi e tanto da lavorare per Miano e i suoi ragazzi. Perché il Fucecchio è arrivato a sole 2 lunghezze di distacco e pure il Montecatini dell’ex Pagano, non è così lontano, perché adesso il calendario è favorevole sulla carta ai biancorossi. Ma sarebbe pure un guaio adesso farsi prendere dalla paura e dal timore di non farcela. La squadra deve stare serena e riprendere da quelle certezze che l’hanno portata comunque a chiudere al primo posto il girone di andata. Che poi ci siano dei problemi, è evidente. Su tutti, quello di far segnare le punte e sopratutto Andreotti, capocannoniere un anno fa e oggi lontano anni luce da quel rendimento in termini numerici. Probabile che per il centravanti biancorosso si tratti solo di un blocco dovuto alla frenesia e alla voglia di buttarla dentro che lo porta spesso a strafare a caccia del gol che non arriva e quindi a sbagliare. — P. F.

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