Il Tirreno

Grosseto

us grosseto 

Il male del Grifone? La grande difficoltà in attacco

Paolo Franzó
Il male del Grifone? La grande difficoltà in attacco

L’eliminazione dalla Coppa Italia ha rimesso sotto i riflettori la sterilità offensiva, non imputabile al solo reparto avanzato

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Sfumata la finale regionale di Coppa Italia all’Us Grosseto non rimane che voltare immediatamente pagina, cercando di non alimentare troppo i pensieri negativi.

Con i se e con i ma non si risolve nulla, così come non si può tornare indietro. Il primo obiettivo stagionale se n’è andato così, in maniera inaspettata, e adesso rimane solo una strada per centrare l’obiettivo del ritorno sul campo in serie D: vincere il campionato.

In quest’ottica, il calendario sembra tendere una mano a Miano e ai suoi ragazzi, portando domenica pomeriggio, sul rinnovato manto erboso dello Zecchini un Cecina ultimo in classifica, reduce da una batosta interna col Montecatini e col peggiore attacco del campionato, con appena 9 reti segnate.

Già, l’attacco. Paradossalmente argomento del momento anche in casa biancorossa che pure, con 22 reti segnate in 12 partite di campionato, non sembra almeno nei numeri, poter avere dei problemi. Invece così non è. Lo abbiamo visto nella semifinale di coppa col Montignoso. Lo avevamo percepito anche nell’uggioso pomeriggio di Camaiore di domenica scorsa. Se togliamo il 3-0 di Gavorrano al Montecatini, il Grifone veniva già da un momento di appannamento sotto la porta avversaria.

«Dobbiamo evidentemente lavorare di più sotto questo aspetto e imparare a essere più cinici sotto la porta altrui», aveva detto Sebastiano Miano subito dopo l’eliminazione in coppa di mercoledì pomeriggio. Ma questa improvvisa sterilità offensiva è solo colpa degli attaccanti, oppure coinvolge l’intera manovra della squadra e quindi un po’ tutti i reparti?

La partenza di Pirone, di fatto, non sposta di una virgola il potenziale offensivo dei giocatori in rosa, dal momento che l’ex Cuoiopelli ha salutato senza neppure una rete segnata in biancorosso. Ma anche i numeri degli altri cinque rimasti a disposizione non è che siano di quelli da spellarsi le mani.

La verità è che, nelle ultime gare, la squadra non ha offerto neppure troppe opportunità alle sue punte, se non nei momenti di criticità, ovvero nei minuti finali delle contese, ovvero quelli in cui si attacca all’arma bianca, cercando il gol in tutti i modi, senza più criterio alcuno di modulo o di ruoli. Tanto che vien da chiedersi se non sia il caso di cominciare le partite subito in questo modo, ovvero con veemenza, invece che star a girare il pallone da una parte all’altra del campo per oltre un’ora, per un possesso palla lungo quanto sterile, senza quasi mai provare un uno contro uno, o a forzare la giocata. Se a questo aggiungiamo una serie infinita di appoggi sbagliati, di uscite imprecise, insomma un autentico appannamento che parte sin dagli uomini più arretrati, coinvolgendo l’intero centrocampo, è chiaro che la responsabilità delle poche reti segnate non è da scrivere unicamente ai giocatori d’attacco. C’è indubbiamente da lavorare, come dice Miano, e tanto anche.

Ma senza perdersi in paure e fantasmi che non esistono. Mentre esiste ancora una splendida classifica che attende sin da domenica di essere rimpinguata, con altri 3 importantissimi punti, assolutamente alla portata. —

Paolo Franzó

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web