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Respinta l’offerta di Max Pincione e Iapaolo per acquistare il Pavia
GROSSETONiente Pavia per Max Pincione, l’ex presidente biancorosso che, nei giorni scorsi – udite udite – aveva fatto un tentativo per rilevare la blasonata società lombarda, sprofondata nelle ultime...
GROSSETO
Niente Pavia per Max Pincione, l’ex presidente biancorosso che, nei giorni scorsi – udite udite – aveva fatto un tentativo per rilevare la blasonata società lombarda, sprofondata nelle ultime stagioni prima in Eccellenza e ora in serie D.
Una manovra che ricorda molto da vicino quello che accadde a Grosseto nell’estate del 2015, quando Pincione si presentò nel capoluogo maremmano assieme a tale Emad Fahad’s Aldogaither, un arabo pieno di soldi (stando alle notizie di quei giorni) e alla socia americana, Janet Mazzullo. Stavolta, a parte il fido Paolo Iapaolo, sempre presente al suo fianco, oggi come allora, ci sono due donne: una dovrebbe essere la principessa saudita Norah Al Saud. Pincione per rilveare il Pavia Calcio ha fatto un’offerta di 300mila euro. C’è stata anche una conferenza stampa indetta dall’ex presidente del Grifone, in cui a un certo punto ha detto: «Mettono in dubbio la nostra integrità. Noi non abbiamo mai fatto del male a nessuno. Abbiamo sempre versato denaro vero e cercato di fare qualcosa di buono. Al Comune di Grosseto avevamo solo chiesto una convenzione di 5 anni che prima ci hanno promesso e poi non ci hanno mai dato. A quel punto ce ne siamo andati ed è successo quello che è successo. Non vorrei che la cosa non andasse in porto per questo. Io sono una persona sana e pulita. In società abbiamo una persona come Rick Perna. Andate a vedere chi è e cosa ha fatto per il Bologna e la Roma calcio».
A questo punto, però, l’attuale proprietà del Pavia ha respinto l’offerta. Giacomo Brega, amministratore delegato della società, l’ha definita una scelta di cuore e un atto d’amore verso la città.
Diversa era la situazione a Grosseto tre estati fa, quando una società di fatto non esisteva più e il rischio di rimanere un intero anno senza calcio era molto più che concreto. Tutti ricordiamo quel che accadde, con Pincione che, alla fine, tornò in America, lasciando debiti di ogni tipo, dai fornitori non pagati, giocatori, affitto al Comune e spese legali. —
P.F.
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