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Battistini: «La mia missione è arrivare il più in alto possibile»
Intervista con il mister dopo la prima settimana di lavoro con i rossoblù Preparazione, amalgama, mercato, modulo. E l’ipotesi del richiamo in serie C
«Voglio portare il più in alto possibile il Gavorrano. La storia degli ultimi anni racconta che questa società è sempre stata protagonista in campionati importanti, fra serie D e Lega Pro. Questa è la mia missione, credo che ci siano tutte le potenzialità per provarci».
Il nuovo mister dei rossoblù Pier Francesco Battistini ha già le idee chiare, dopo appena una settimana di ritiro alla guida della squadra che milita nel campionato, la serie D, più rappresentativo della provincia di Grosseto. Oggi i minerari lasceranno Roccastrada, dopo aver giocato la prima amichevole stagionale contro un undici di pari categoria, il San Donato Tavarnelle. Primo bilancio con il mister rossoblù.
Battistini, quale società ha trovato, e soprattutto quale squadra sta nascendo?
«Sulla società non ci sono dubbi: i risultati che negli ultimi 9 anni il Gavorrano ha conseguito sono sotto gli occhi di tutti, fra campionati di vertice in serie D e presenze in Lega Pro, e fino alla serie C della scorsa stagione. Sulla squadra posso solo confermare che stiamo lavorando e preparandoci nel migliore dei modi in un ambiente come l’Hotel Sant’Uberto che ringrazio personalmente».
Soddisfatto fin qui del mercato e degli acquisti?
«Sicuramente. La serie D impone delle regole, soprattutto per le quote under e crediamo di avere un bel parco giocatori a disposizione (l’unico che deve ancora ufficializzare il suo accordo è Kristian Koci, ndc). Poi il primo passo è quello di far integrare la vecchia guardia con le tante facce nuove che sono arrivate. Un compito che sembra facile, ma che considero determinante per il futuro. Vedo tanto entusiasmo e voglia di fare. Sono segnali più che positivi».
Ormai il calcio va velocissimo, appena una settimana di ritiro e subito un’amichevole. Che squadra ci dobbiamo aspettare?
«Credo che partiremo con il 3-5-2, il modulo adottato già nello scorso campionato. Ma abbiamo molte soluzioni e ci sarà spazio per tutti. La serie D, come è nella sua prerogativa, è un campionato impegnativo dove in campo devono esserci molte “quote”. Per questo puntiamo ad avere una rosa sui 22-23 giocatori, con 10-11 elementi veterani e il resto giovani promettenti. In attacco per esempio la coppia con Moscati, che sono sicuro saprà dare molto, e l’ultimo arrivato Aladje promette sulla carta molto. Ma dietro di loro vedo bene il giovane Matteo Carlotti, un prospetto da tenere d’occhio».
Mister, un paio di considerazioni per finire. Viste le tante defezioni in serie C, il Gavorrano se richiamato sarebbe pronto ad affrontare il campionato? E poi, come commenta le parole del suo direttore Filippo Vetrini che lo ha paragonato all’ultimo allenatore che si è seduto su questa panchina, Giancarlo Favarin, appena ingaggiato dalla Lucchese?
«Non spetta a me dire cosa deve fare la società. Mi sembra che la dirigenza al riguardo sia stata chiarissima: se la Federazione vuole il Gavorrano in serie C non ha che da dirlo, ma se ci deve essere un esborso economico per un ripescaggio la partita, come è sempre stato detto, mi sembra chiusa. Sul pensiero del direttore posso solo aggiungere che la stima è reciproca e mi fanno piacere le sue considerazioni. Favarin è un amico, e visto che a Gavorrano ha fatto bene e lasciato un ottimo ricordo, beh mi sento responsabilizzato: un motivo in più per dare tutto». —
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