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Alessandra Sensini signora del vento anche nella 151 Miglia
A bordo di Pendragon ha vinto il Trofeo Cetilar. Edizione record, abbattuto di un’ora il tempo di percorrenza
PUNTA ALA. Alessandra Sensini aggiunge un altro trionfo alla sua interminabile carriera. La campionessa olimpica, attuale vicepresidente del Coni e direttore Tecnico Giovanile della Federazione Italiana Vela, s’è aggiudicata, a bordo di Pendragon, la nona 151 miglia-Trofeo Cetilar, la regata d’altura con 218 imbarcazioni che, partita tra Livorno e Marina di Pisa, è arrivata, come di consueto, a Punta Ala.
Quella che si è praticamente conclusa ieri con l’arrivo delle ultime imbarcazioni è stata un’edizione da record.
La vittoria si è decisa con un arrivo al photofinish tra il Maxi Pendragon di Nicola Paoleschi e l’altro Maxi Vera (ex My Song) di Miguel Galluccio, che dopo un fantastico duello di virate nelle ultime due miglia, tra l’isola dello Sparviero e il traguardo, hanno tagliato la linea di arrivo con soli 15 secondi di differenza.
Alla fine l’ha spuntata Pendragon, che grazie ad un paio di scelte strategiche perfette del tattico Francesco Diddi, non solo ha beffato sul traguardo Vera, aggiudicandosi la vittoria in tempo reale e quindi uno dei due Trofei Challenge della 151 Miglia in palio (oltre al Trofeo offerto dall’International Maxi Association), ma ha battuto di oltre un’ora il record di percorrenza della regata che resisteva dal 2011, fissando il nuovo primato in 15 ore, 30 minuti e 45 secondi.
A bordo di Pendragon, come detto, anche “Ale” Sensini, tornata alle regate dopo i Giochi di Londra 2012 e super entusiasta di aver partecipato alla sua prima 151 Miglia, condita da vittoria e record.
«Sono stanca, ma la stanchezza è passata nell’ultimo miglio dall’arrivo, quando abbiamo fatto un match race pazzesco con Vera: è stato veramente bello ed entusiasmante», sono le prime parole della Sensini, appena scesa a terra.
«Tutto l’equipaggio – aggiunge la velista più decorata della storia – è stato incredibile, avevano dentro una carica pazzesca, hanno portato la barca benissimo. La notte della regata è stata bella, perché abbiamo sempre avuto vento, ed è per questo che abbiamo battuto il record. Devo dire che ho sofferto un po’il sonno: ho scoperto che se devo fare regate di questo genere, su questo fronte mi devo allenare».
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