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Dominio Braccagni E adesso è secondo
Coppa Passalacqua, il Marina non è mai stato pericoloso Primo gol al 33’ (Berti), poi a bersaglio Khemais e Chechi
GROSSETO. Successo netto ed inequivocabile per 3-0 del Braccagni contro il Marina nella seconda gara del 2° turno del gruppo A.
Troppo forti i ragazzi di mister Calchetti che dopo un’iniziale fase di approccio alla partita hanno dominato gli avversari che non sono mai stati veramente pericolosi, se non con qualche sporadica potenziale occasione, dalle parti di Maccarucci. Tre punti importanti che proiettano il Braccagni al secondo posto in classifica, a pari merito con il Fonteblanda: il prossimo turno lo scontro diretto ci dirà chi passerà ai quarti di finale insieme all’ormai promosso Gavorrano. Pronti-via ed il primo pericolo alla porta marinese lo portava dopo 50” Berti che con una bella conclusione di sinistro in diagonale costringeva Ciavatta a distendersi in tuffo per evitare la capitolazione.
Dopo una fase in cui latitavano gioco e palle gol con due formazioni che si annullavano a centrocampo, il Braccagni iniziava a ragionare ed a farsi sempre più vivo in attacco: il primo gol giungeva al 33’con Berti che, ben servito dalla sinistra da Liggeri scagliava un secco rasoterra che si infilava sul primo palo di Ciavatta. Nella ripresa il Braccagni usciva ancora più allo scoperto e sempre con Berti, nei primi minuti, andava vicino alla rete: il suo colpo di testa finiva di poco a lato. Il Marina non riusciva a reagire con convinzione e dimostrava le sue lacune al 61’in occasione della seconda segnatura degli avversari: merito di un’azione insistita e caparbia in area di Khemais contro la difesa giallonera in cui il capitano aveva la meglio e superava con un destro incrociato il portiere. Subito il colpo, l’orgoglio portava al Marina a tentare la via della rete con Kuyateh autore di un ottimo slalom nei sedici metri finali ma senza arrivare a concludere. Era il prologo al terzo fortuito gol, che chiudeva un incontro che non ha mai lasciato dubbi su chi avesse la meglio: una punizione dalla tre quarti campo avversaria di Chechi arrivava in area dove nessuno riusciva a toccarla e si insaccava alle spalle di Ciavatta.
Stefano Fabbroni
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