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Gavorrano -2 punti per l’Irpef in ritardo

Gavorrano -2 punti per l’Irpef in ritardo

Il Tribunale federale ha sanzionato la società, adesso condannata a disputare i playout a prescindere dalla partita di sabato

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GAVORRANO. È costato carissimo il ritardato pagamento delle ritenute Irpef risalenti ai mesi di gennaio e febbraio, al Gavorrano: il Tribunale Federale disciplinare, su proposta della Procura, tra gli altri provvedimenti, ha inflitto due punti di penalizzazione alla squadra, che ora è scivolata al penultimo posto a quota 31 punti.

Una condanna che di fatto sentenzia la disputa dei playoff per i rossoblù, indipendentemente dal risultato della partita di sabato contro la Pistoiese, valida per l’ultima giornata del campionato di serie C.

Il provvedimento inoltre ha previsto l’inibizione per il presidente unionista Paolo Balloni di quattro mesi; del vice presidente Lorenzo Mansi, per l’amministratore delegato e legale rappresentante Enio Biagetti, e per il presidente del collegio sindacale Roberto Vanni, invece per tre mesi. Oltre ad una multa accessoria di 3 mila euro alla società. Una vera e propria mazzata.

La vicenda risale allo scorso mese di marzo: la Figc aveva comunicato che le ritenute Irpef riguardanti gli ultimi due mesi, gennaio e appunto febbraio 2018, andavano saldate entro il 16 marzo. Una specifica cui però la società che gestisce le paghe dei dipendenti per il Gavorrano, si legge sempre nella sentenza, non ha adempiuto. Anzi, un pagamento c’è stato pochi giorni dopo, il 21 marzo, almeno per quanto riguardava il mese di gennaio. La società maremmana nella difesa ha prodotto le sue memorie che però non sono state accettate, con il rappresentante della Procura federale che ha concluso per l’accoglimento del deferimento e l’irrogazione delle sanzioni. Rimane comunque il dubbio che si sia trattato di un mero errore di comunicazione, tra chi pensava che ci fosse più tempo nel saldare gli emolumenti previsti e chi invece come la Figc aveva proprio specificato le nuove date di scadenza. Una situazione che a suo tempo, era metà aprile, aveva già spiegato il direttore generale Filippo Vetrini.

«Secondo la Covisoc i contributi in questione andavano versati entro il 16 marzo scorso, quando la legge dello stato prevede che per gli stipendi dei giocatori e addetti riguardanti le mensilità di gennaio e febbraio, può essere fatta entro il 16 aprile. Noi, come altre società abbiamo poi regolato tutto (si parla di circa 172 mila euro) il 21 marzo. Crediamo che sia solo una questione di interpretazione da parte della Covisoc, e i nostri legali sono già al lavoro»; mentre ieri il dg si è solo limitato a dire – «Faremo sicuramente ricorso». Il Tribunale Federale Nazionale nella sentenza ha sottolineato che – «Risulta pacificamente in atti che alla scadenza prevista dalla normativa Federale, e cioè al 16 marzo 2018, la società deferita (il Gavorrano, ndc) non aveva adempiuto al versamento delle ritenute Irpef relative agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo, esclusivamente per le mensilità di febbraio 2018 (e non anche di gennaio 2018 come indicato nel deferimento), così come risulta – per converso – che il presidente del consiglio di amministrazione e presidente del collegio sindacale della società avevano invece inviato ai competenti organi federali una dichiarazione attestante la regolarità contributiva anche per la mensilità in contestazione».

Deferito per lo stesso motivo, e con 2 punti di penalizzazione anche un altro team del girone A, il Piacenza.

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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