Grifone, turnover ok Sono 19 gli uomini impiegati in 2 partite
di Paolo Franzò
Consonni ha dosato bene le forze tra coppa e campionato Perché domani i biancorossi sono di nuovo in campo
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GROSSETO. Grifone compresso da un calendario che non concede tempo per recuperare. Messo nel cassetto il pass per la semifinale di Coppa Italia (15 novembre allo Zecchini con il San Miniato), la squadra di mister Gigi Consonni ha pochissime ore per preparare la gara di cartello di campionato di domani pomeriggio: in anticipo, alle 16. 30 allo Zecchini, arriva il Castelfiorentino, che al momento precede proprio il Grosseto in classifica. Non ci sarà Filippo Boccardi, squalificato per due turni.
Grifone in pieno trend positivo, con 3 vittorie consecutive, tra campionato a coppa, ma che adesso deve confermare questo e piazzare un colpo importante, per continuare la scalata in classifica. Qualche timore, per i 3 impegni in soli 6 giorni. Ma se andiamo a vedere, il tecnico biancorosso ha ben dosato le forze, attingendo a piene mani dalla sua rosa. Tra la gara di Santa Croce sull’Arno e quella di Cenaia, sono ben 19 i giocatori impiegati. In coppa per esempio, soltanto 5 undicesimi della squadra che aveva battuto il San Miniato, erano gli stessi: Nunziatini, Gorelli, Sabatini, Faenzi e Fratini. Questo significa che contro il Castelfiorentino potrà giocare comunque una squadra abbastanza fresca. Ciolli e Mesinovic, squalificati in coppa, i più riposati in assoluto e questa è già una garanzia, vista la zona delicata di campo che devono coprire. Ma anche Invernizzi, Cosimi, Bartalucci, Borselli, De Carolis e Berretti, non hanno tutti i 210’complessivi delle due gare, nella gambe. Certo, sarebbe stato meglio evitare i supplementari, ma alla fine un risultato così, se da una parte può lasciare qualche strascico di carattere fisico, dall’altra non può che regalare energie mentali positive e autostima, a una squadra che è ancora alla ricerca di una sua identità precisa. Anche se, per come sono giunti i due successi esterni consecutivi, l’impressione è quella che le vittorie passeranno sempre più spesso dalla strada della grinta e della maggiore fisicità, che nei finali di gara sembra fare la differenza a favore dei biancorossi, piuttosto che dalla strada del bel gioco.
Del resto, essere belli e vincenti non è mai facile, in nessuna categoria. Ma questa sorta di consapevolezza di forza, che la squadra sembra aver trovato nelle ultime rimonte. Questa voglia di non mollare fino all’ultimo respiro, oltre ad essere qualità fondamentali per chi punta a traguardi importanti, assomiglia anche tanto al marchio di fabbrica di una proprietà che questo sta cercando di trasmettere come dna alla propria squadra. Una sorta di certificazione di cui non può non esserne contento anche un allenatore come Consonni, che si danna ogni settimana per rendere anche bello e non solo cinico, questo Grifone: che ora vince. Ed è in fondo ciò che conta.
Grifone in pieno trend positivo, con 3 vittorie consecutive, tra campionato a coppa, ma che adesso deve confermare questo e piazzare un colpo importante, per continuare la scalata in classifica. Qualche timore, per i 3 impegni in soli 6 giorni. Ma se andiamo a vedere, il tecnico biancorosso ha ben dosato le forze, attingendo a piene mani dalla sua rosa. Tra la gara di Santa Croce sull’Arno e quella di Cenaia, sono ben 19 i giocatori impiegati. In coppa per esempio, soltanto 5 undicesimi della squadra che aveva battuto il San Miniato, erano gli stessi: Nunziatini, Gorelli, Sabatini, Faenzi e Fratini. Questo significa che contro il Castelfiorentino potrà giocare comunque una squadra abbastanza fresca. Ciolli e Mesinovic, squalificati in coppa, i più riposati in assoluto e questa è già una garanzia, vista la zona delicata di campo che devono coprire. Ma anche Invernizzi, Cosimi, Bartalucci, Borselli, De Carolis e Berretti, non hanno tutti i 210’complessivi delle due gare, nella gambe. Certo, sarebbe stato meglio evitare i supplementari, ma alla fine un risultato così, se da una parte può lasciare qualche strascico di carattere fisico, dall’altra non può che regalare energie mentali positive e autostima, a una squadra che è ancora alla ricerca di una sua identità precisa. Anche se, per come sono giunti i due successi esterni consecutivi, l’impressione è quella che le vittorie passeranno sempre più spesso dalla strada della grinta e della maggiore fisicità, che nei finali di gara sembra fare la differenza a favore dei biancorossi, piuttosto che dalla strada del bel gioco.
Del resto, essere belli e vincenti non è mai facile, in nessuna categoria. Ma questa sorta di consapevolezza di forza, che la squadra sembra aver trovato nelle ultime rimonte. Questa voglia di non mollare fino all’ultimo respiro, oltre ad essere qualità fondamentali per chi punta a traguardi importanti, assomiglia anche tanto al marchio di fabbrica di una proprietà che questo sta cercando di trasmettere come dna alla propria squadra. Una sorta di certificazione di cui non può non esserne contento anche un allenatore come Consonni, che si danna ogni settimana per rendere anche bello e non solo cinico, questo Grifone: che ora vince. Ed è in fondo ciò che conta.
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