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È mancata la scintilla per cambiare il match
GAVORRANO. Continua il momento negativo del Gavorrano. Nemmeno il campo “neutro” di Pontedera ha fatto cambiare il trend di sconfitte per la formazione di Vitaliano Bonuccelli: il Prato ha vinto per...
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GAVORRANO. Continua il momento negativo del Gavorrano. Nemmeno il campo “neutro” di Pontedera ha fatto cambiare il trend di sconfitte per la formazione di Vitaliano Bonuccelli: il Prato ha vinto per 1-0, legittimando il risultato anche con due pali e diverse occasioni con il portiere maremmano Salvalaggio fra i migliori in campo.
Per i rossoblù la striscia di stop consecutivi si allunga così a 4 gare (cinque, se si considera anche la sconfitta e l’eliminazione in coppa Italia, sempre contro il Prato). I minerari anche questa volta hanno comunque giocato a viso aperto, cercando di vendere cara la pelle: purtroppo come è capitato in altre occasioni, davanti alla porta è mancata la scintilla fatale, quel guizzo che può cambiare il volto alla partita, anche se una squadra non gioca poi così bene.
Condor Bonuccelli ha confermato il suo modulo, cambiando all’inizio qualche interprete, ma ancora la fluidità di manovra e soprattutto la scaltrezza, non sono frecce nella faretra che il tecnico può impiegare. La strada intrapresa è comunque delineata e la fiducia da parte della società è praticamente blindata. Anche perché la voglia di lottare non manca di certo ai rossoblù, sinonimo che proprio il mister viareggino ha in mano la squadra. Appellarsi ai grandi numeri è adesso una vera speranza. L’importante è non guardare la classifica, quello zero alla casella punti che non fa certo piacere. L’apprendistato è un aggettivo che deve per forza risuonare nelle stanze del Malservisi-Matteini, che serva insomma per far ragionare dirigenza, giocatori e tecnici, anche se un pizzico di fortuna, come per esempio i palloni capitati a Brega all’ultimo secondo, prima contro il Siena e poi domenica contro il Prato, con il centravanti che ha toccato di tacco con i bianconeri e sfera in bocca al portiere, e nel match con i lanieri non arrivando all’incornata vincente per una questione di centimetri, fa davvero mordere le labbra dalla stizza. Però è il gioco del calcio, dove in fondo i valori e l’esperienza in categorie così importanti come è appunto la serie C, devono per forza valere.
In settimana Bonuccelli sarà chiamato nuovamente ad infondere sicurezza al gruppo, appellandosi a tutte le scaramanzie possibili. Ci sarà anche da reinventare la difesa, vista l’espulsione di Tissone, con Bruni tornato fra i disponibili in panchina che potrebbe essere recuperato. E domenica allo Zecchini, sempre alle 20,30, arriva la Viterbese del “comandante” Piero Camilli.
Enrico Giovannelli
Per i rossoblù la striscia di stop consecutivi si allunga così a 4 gare (cinque, se si considera anche la sconfitta e l’eliminazione in coppa Italia, sempre contro il Prato). I minerari anche questa volta hanno comunque giocato a viso aperto, cercando di vendere cara la pelle: purtroppo come è capitato in altre occasioni, davanti alla porta è mancata la scintilla fatale, quel guizzo che può cambiare il volto alla partita, anche se una squadra non gioca poi così bene.
Condor Bonuccelli ha confermato il suo modulo, cambiando all’inizio qualche interprete, ma ancora la fluidità di manovra e soprattutto la scaltrezza, non sono frecce nella faretra che il tecnico può impiegare. La strada intrapresa è comunque delineata e la fiducia da parte della società è praticamente blindata. Anche perché la voglia di lottare non manca di certo ai rossoblù, sinonimo che proprio il mister viareggino ha in mano la squadra. Appellarsi ai grandi numeri è adesso una vera speranza. L’importante è non guardare la classifica, quello zero alla casella punti che non fa certo piacere. L’apprendistato è un aggettivo che deve per forza risuonare nelle stanze del Malservisi-Matteini, che serva insomma per far ragionare dirigenza, giocatori e tecnici, anche se un pizzico di fortuna, come per esempio i palloni capitati a Brega all’ultimo secondo, prima contro il Siena e poi domenica contro il Prato, con il centravanti che ha toccato di tacco con i bianconeri e sfera in bocca al portiere, e nel match con i lanieri non arrivando all’incornata vincente per una questione di centimetri, fa davvero mordere le labbra dalla stizza. Però è il gioco del calcio, dove in fondo i valori e l’esperienza in categorie così importanti come è appunto la serie C, devono per forza valere.
In settimana Bonuccelli sarà chiamato nuovamente ad infondere sicurezza al gruppo, appellandosi a tutte le scaramanzie possibili. Ci sarà anche da reinventare la difesa, vista l’espulsione di Tissone, con Bruni tornato fra i disponibili in panchina che potrebbe essere recuperato. E domenica allo Zecchini, sempre alle 20,30, arriva la Viterbese del “comandante” Piero Camilli.
Enrico Giovannelli
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