Il presidio
L’invincibile armada azzurra alla conquista della Versilia
Prosegue la marcia dopo lo stellare 5-3 contro i campioni d’Italia del Forte di Marmi Mario Rodriguez e Marinho sono stati gli uomini partita di gara 1 al Capannino
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FOLLONICA. Magari pensavano di venire in vacanza, O magari pensavano davvero che il Follonica fosse già contento così, dopo il quarto posto e l’accesso in semifinale. Invece… invece l’accoglienza del Capannino ai campioni d’Italia del Forte dei Marmi è stata di quelle dure da mandare giù: cinque gol in venti minuti e gara 1 rimane in casa azzurra, con buona pace di chi pensava di essere già arrivato in finale.
La soddisfazione dell’impresa compiuta, annichilire per oltre un tempo la squadra costruita per vincere, si legge negli occhi di tutti i ragazzi di Banca Cras magistralmente gestiti in panchina da coach Federico Paghi e che in campo hanno avuto sabato sera due guide fondamentali in Marinho e Mario Rodriguez, capaci di trascinare tutti i compagni ad una delle più belle partite degli ultimi anni, il primo con la sua tripletta in avvio di gara e il secondo con una gestione della difesa azzurra semplicemente mostruosa.
«Peccato per i rischi che abbiamo corso nella ripresa – spiega il tecnico – abbiamo pensato troppo a difenderci mancando di incisività in avanti, volevo una maggiore pressione verso la loro porta ma ancora non siamo abituati a gestire per 50’ partite come queste. Solitamente non parlo mai dei singoli ma in gara 1 devo elogiare la prova di Mario Rodriguez: è stata una annata sfortunata con due infortuni gravi ma in campo contro il Forte è stato imponente, un giocatore fantastico che senza togliere nulla a nessuno è forse il principale artefice del successo. “Marione” si meritava una serata come questa, ha recuperato la sua migliore forma ed è il giocatore in più che ci serviva nella fase finale di questo campionato. I ragazzi erano tutti molto carichi ma in effetti di andare avanti 5-0 già nel primo tempo non me lo aspettavo, pensavo più a una gara tirata e decisa da un gol o un episodio, invece siamo stati dirompenti e quanto abbiamo fatto nei primi 25’di gioco è stato principalmente merito nostro. Non credo che il Forte pensasse di venire qui a fare una passeggiata, quanto detto e scritto sta nel gioco della pretattica, è che siamo stati proprio bravi noi».
Domani e sabato due gare in Versilia, che Follonica sarà?
«Andremo a giocarcela sapendo che là sarà un altro ambiente, che loro dovranno fare due gare perfette perché se ci concederanno una vittoria poi si tornerà al Capannino con il match point per noi. Ce la vogliamo giocare, consapevoli del loro grande valore ma anche che noi non siamo certo qui per fare le comparse».
Da giocatore del vivaio Davide Banini si è trovato a vincere una semifinale davanti al suo pubblico, un’emozione non da poco.
«Devo fare i complimenti ai nostri tifosi: è stato uno spettacolo, per me che sono cresciuto in questa società giocare una semifinale scudetto col palazzetto pieno a casa propria è una soddisfazione enorme. Abbiamo approcciato benissimo la partita, era fondamentale per noi indirizzare la gara nei binari giusti, però non abbiamo ancora fatto nulla. Ci mancano due partite da vincere per arrivare in finale e andremo a Forte con lo stesso spirito con cui abbiamo giocato gara 1: siamo in semifinale, ce la giochiamo e ce la godiamo fino in fondo».
Michele Nannini
La soddisfazione dell’impresa compiuta, annichilire per oltre un tempo la squadra costruita per vincere, si legge negli occhi di tutti i ragazzi di Banca Cras magistralmente gestiti in panchina da coach Federico Paghi e che in campo hanno avuto sabato sera due guide fondamentali in Marinho e Mario Rodriguez, capaci di trascinare tutti i compagni ad una delle più belle partite degli ultimi anni, il primo con la sua tripletta in avvio di gara e il secondo con una gestione della difesa azzurra semplicemente mostruosa.
«Peccato per i rischi che abbiamo corso nella ripresa – spiega il tecnico – abbiamo pensato troppo a difenderci mancando di incisività in avanti, volevo una maggiore pressione verso la loro porta ma ancora non siamo abituati a gestire per 50’ partite come queste. Solitamente non parlo mai dei singoli ma in gara 1 devo elogiare la prova di Mario Rodriguez: è stata una annata sfortunata con due infortuni gravi ma in campo contro il Forte è stato imponente, un giocatore fantastico che senza togliere nulla a nessuno è forse il principale artefice del successo. “Marione” si meritava una serata come questa, ha recuperato la sua migliore forma ed è il giocatore in più che ci serviva nella fase finale di questo campionato. I ragazzi erano tutti molto carichi ma in effetti di andare avanti 5-0 già nel primo tempo non me lo aspettavo, pensavo più a una gara tirata e decisa da un gol o un episodio, invece siamo stati dirompenti e quanto abbiamo fatto nei primi 25’di gioco è stato principalmente merito nostro. Non credo che il Forte pensasse di venire qui a fare una passeggiata, quanto detto e scritto sta nel gioco della pretattica, è che siamo stati proprio bravi noi».
Domani e sabato due gare in Versilia, che Follonica sarà?
«Andremo a giocarcela sapendo che là sarà un altro ambiente, che loro dovranno fare due gare perfette perché se ci concederanno una vittoria poi si tornerà al Capannino con il match point per noi. Ce la vogliamo giocare, consapevoli del loro grande valore ma anche che noi non siamo certo qui per fare le comparse».
Da giocatore del vivaio Davide Banini si è trovato a vincere una semifinale davanti al suo pubblico, un’emozione non da poco.
«Devo fare i complimenti ai nostri tifosi: è stato uno spettacolo, per me che sono cresciuto in questa società giocare una semifinale scudetto col palazzetto pieno a casa propria è una soddisfazione enorme. Abbiamo approcciato benissimo la partita, era fondamentale per noi indirizzare la gara nei binari giusti, però non abbiamo ancora fatto nulla. Ci mancano due partite da vincere per arrivare in finale e andremo a Forte con lo stesso spirito con cui abbiamo giocato gara 1: siamo in semifinale, ce la giochiamo e ce la godiamo fino in fondo».
Michele Nannini
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