Il Tirreno

Grosseto

Padova 2007: non ci resta che piangere 

di Paolo Franzò
Padova 2007: non ci resta che piangere 

Esattamente dieci anni fa il Grifone conquistava la serie B davanti a 2000 tifosi impazziti. Oggi solo amarezza e nostalgia

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. In attesa di nuovi giorni gloriosi, ammesso che mai se ne possano vivere in futuro di così intensi, al popolo biancorosso non rimane che ricordare cosa accadde oggi, esattamente 10 anni fa, a Padova.
La storica promozione del Grifone in serie B, griffata da un gol dell’australiano, Carl Valeri, che valse il successo all’Euganeo, davanti ad oltre 2.000 tifosi impazziti di gioia, per quella che rimane in assoluto, la trasferta più bella di sempre nella storia del Grosseto. Una stagione quella, iniziata sotto la guida di Max Allegri, oggi a un passo da vittorie che nessuno gli avrebbe mai pronosticato, ma portata a compimento da Antonello Cuccureddu, indimenticabile tecnico sardo che per quella vittoria, resterà per sempre nel cuore dei tifosi maremmani. Seguiranno ben 6 stagioni nei cadetti, con quella serie A accarezzata nei playoff col Livorno che ancora fanno schiumare di rabbia, per i contorni poco chiari e mai del tutto approfonditi dalla giustizia sportiva.
Di tutto questo 10 anni dopo non restano che le macerie, con la squadra che proprio in questa stagione, è mestamente retrocessa in Eccellenza. Un salto all’indietro inimmaginabile, ma che è figlio di tante colpe, non solo dell’uomo d’America che aveva ripreso in mano la baracca, all’indomani dell’addio di Piero Camilli.
Una città che di fatto dovrebbe avere la capacità di fare anche una serena autocritica. Per essere riuscita a farsi scappare un patron come ce ne sono pochi nel calcio. Per non aver mai veramente portato allo stadio i numeri che una tale impresa sportiva avrebbe meritato. Per un disinteresse generale di chi avrebbe potuto fare qualcosa, evitando alla gloriosa Unione Sportiva, l’onta e le amarezze subite dal Grifone nella stagione che si è appena conclusa. Oggi, 10 anni dopo, sarà un rincorrersi sui social, di foto di quella giornata storica in terra veneta. Sarà una sorta di giornata della memoria, ripensando ai tanti campioni che avrebbero poi vestito la maglia biancorossa. Ai tanti allenatori che avremmo poi apprezzato nelle categorie superiori. Oggi, 10 anni dopo, il calcio grossetano si ritrova all’anno zero. Ancora più indietro di dove la raccolse un allora giovane e entusiasta, Piero Camilli. Su tutto questo, ognuno ha le sue teorie, i propri sentimenti, le proprie idee. Ma è indiscutibile che si poteva e si doveva fare di più e tutelare un patrimonio enorme, come lo era avere la prima squadra della città in serie B. Oggi persino la Lega Pro appare come un sogno lontano, sbiadito.
Sebbene a pochi chilometri dal capoluogo, ci sia una squadra che nella prossima stagione giocherà proprio in terza serie. Ma non sarà quella col Grifone sul petto. Non sarà quella che spostava 2.000 tifosi in trasferta. Oggi 10 anni dopo quella meravigliosa giornata restano solo la malinconia, il silenzio e la speranza.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web