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«Smettete di giocare» E Agovino lascia la città
La squadra non si è allenata dopo la contestazione di un centinaio di tifosi Domani match a rischio. Il mister: «Non voglio prendere io gli insulti per la società»
GROSSETO. Caos totale per il Grifone che da ieri pomeriggio è di nuovo senza allenatore. Mister Massimo Agovino infatti, tornato in Maremma solo mercoledì scorso, ha già salutato. Ieri pomeriggio, una cinquantina di tifosi biancorossi, non solo della Curva Nord, ha affrontato squadra e allenatore prima dell’allenamento previsto come al solito per le 15. Sono volate anche parole grosse, in un clima inevitabilmente concitato, ma comunque rimasto nei limiti della correttezza. Il succo del discorso è semplice ed è quanto emerso nel corso della riunione della tifoseria stessa, lunedì sera. Tifosi che avevano ben pianificato un intervento forte e eclatante, volto a chiudere definitivamente la stagione del Grosseto. Se ci siano riusciti o meno, lo scopriremo nelle prossime ore. Di sicuro, di fronte ai temi esposti dai tifosi, Agovino non ha perso tempo; ha caricato la sua borsa nella sua Smart bianca, salutato squadra e i presenti ed è ripartito alla volta di casa.
«Quando mi chiamarono la prima volta ad allenare il Grosseto, la scorsa estate – ha detto il tecnico campano prima di partire – ero veramente felice. Per me si trattava di una grande opportunità, in una piazza bella e blasonata come Grosseto. Ma oggi, in queste condizioni, non voglio davvero rimare ancora qui a prendermi gli insulti per conto della proprietà». Poche parole, ma estremamente chiare ed espresse in maniera assai più colorita. Evidente lo stato d’animo del tecnico, deluso soprattutto dalla propria società. Il risultato è stato quello di un allenamento che non c’è stato. La squadra è rimasta ancora a lungo negli spogliatoi, cercando di capire il da farsi.
Del resto, l’assenza anche di un qualsiasi dirigente, o di un punto di riferimento di una società ieri totalmente assente (gli uffici erano chiusi), ha fatto il resto. Piano piano, anche i giocatori hanno abbandonato lo Zecchini, senza allenarsi (e non si alleneranno neppure oggi). A questo punto, è anche in dubbio la disputa della gara di campionato di domani, con il Querceta. Il perché è presto detto: ci saranno convocazioni e, soprattutto, un allenatore da mettere in lista e quindi in panchina? Bruno Federici, allenatore dei portieri, ultimo rimasto dello staff tecnico si affaccia e spiega: «In teoria io posso anche andare in panchina. Ho già fatto anche il secondo in Lega Pro e lo potrei fare. Ma non è un compito che spetta a me. Qui serve assolutamente un allenatore».
La voce che filtra dallo spogliatoio, è comunque quella che la società sta già cercando in fretta e furia un altro allenatore. «In ogni caso, se ci dovesse essere bisogno lo farò – ha concluso Federici – altrimenti il rischio per me è quello di una squalifica da 3 a 6 anni e non mi sembra il caso». Un problema questo che riguarda anche i giocatori, come racconta, Daniele Biondo, capitano biancorosso che parla quasi con le lacrime agli occhi: «Noi giocatori dobbiamo portare il pane a casa, cercate di capire. Non possiamo non scendere in campo. Rischiamo una squalifica da 6 mesi a 3 anni e dopo cosa andiamo a fare?». Così come il Grosseto, se non dovesse presentarsi in campo per 3 gare consecutive, rischia la radiazione da tutti i campionati.
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