Il Tirreno

Grosseto

Allenamento a porte chiuse per il Grifone

Allenamento a porte chiuse per il Grifone

GROSSETO. Due ragazzini si arrampicano sul cancello d'entrata della tribuna dello Zecchini. Vorrebbero vedere gli allenamenti del Grifone ma le porte sono chiuse. Comincia così il secondo mandato...

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Due ragazzini si arrampicano sul cancello d'entrata della tribuna dello Zecchini. Vorrebbero vedere gli allenamenti del Grifone ma le porte sono chiuse.

Comincia così il secondo mandato di Massimo Agovino sulla panchina biancorossa. Al riparo da tutto e da tutti. Forse anche per allenare l'abitudine a dover giocare altre due gare interne così, a porte chiuse. I ragazzini ci restano male. Sbirciano un po’, poi si arrendono e vanno via.

Anche questo è un modo per uccidere la passione per una squadra e questo proprio non va bene. La stampa, nel frattempo, è stata allontanata dai bordi del rettangolo verde, la dove per consuetudine, segue la partitella del giovedì.

Così, alla fine della giornata, da raccontare non c'è nulla, se non un Agovino visto prendere confidenza con la sua nuova squadra. Cercare di conoscere quanto prima il materiale umano a disposizione. Svolgere da solo il ruolo di allenatore, di vice allenatore e di preparatore atletico. Con lui resta solo Bruno Federici che almeno può portare avanti il lavoro con i portieri.

È impossibile immaginare come giocherà il Grosseto domenica prossima, contro il Querceta. Probabile che Alessio Bifini, prima di lasciare, visto il buon rapporto tra i due tecnici, qualche dritta possa averla lasciata. Agovino dovrebbe comunque ripartire dal 4-3-3, forse con il debutto di Melis davanti alla difesa.

Altro dal mercato non dovrebbe più arrivare, sempre che non capiti un’ occasione per un attaccante esperto. Possibilità questa difficile. Infine, i saluti di Simone Palumbo, giovane preparatore atletico che con Bifini, ha stretto i denti sino a martedì scorso, prima di gettare anche lui, una spugna comunque intrisa di sudore. «Mi spiace lasciare così – dice Palumbo – ma non potevo reggere ancora. Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato e sostenuto in questa avventura, nella quale credetemi ci ho messo tutto me stesso, affezionandomi alla città e alla sua squadra, alla quale auguro di salvarsi».

Paolo Franzò

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web