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«La Dakar? Se la giocano Price e Barreda Bort»

«La Dakar? Se la giocano Price e Barreda Bort»

Casuccio quest’anno segue la corsa da casa ma nel 2018 è pronto a tornare da protagonista

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FOLLONICA. È partita come da tradizione ad inizio anno la Dakar edizione 2017 che per 15 giorni terrà gli appassionati di tutto il mondo incollati a tv, pc e social network a caccia di immagini e notizie sul raid motoristico in assoluto più affascinante.

Dopo due edizioni vissute direttamente in America del Sud, prima come pilota poi a supporto del team di Marrini e Sinibaldi, quest’anno il motociclista follonichese Matteo Casuccio seguirà il raid da casa, comunque in stretto contatto con i colleghi italiani in gara in queste ore in Bolivia. Il suo non sarà però solo un impegno da spettatore perché il progetto 2018 è già partito e punterà a formare un team tutto italiano per tornare in gara da protagonisti fra 12 mesi.

«È la sfida della Solarys Racing - spiega Casuccio - un team nato ad Arezzo dall’esperienza degli amici di Fabrizio Meoni e che punta in generale a valorizzare i giovani talenti italiani facendoli crescere come sportivi e come uomini. Per il 2018 l’obiettivo è quello di portare alla Dakar uno dei giovani piloti di enduro del team che spero di poter affiancare in gara. La Solarys è un team Husqvarna, una delle moto migliori per affrontare questo tipo di raid: la speranza è quella di poter allestire un team tutto tricolore, l’Italia è stata nel passato una grande protagonista della corsa e vogliamo ricreare i presupposti perché piloti di casa nostra tornino ai vertici creando una vera e propria sfida italiana alla Dakar».

Un’esperienza completamente diversa quindi dalle due precedenti, con una preparazione e obiettivi decisamente più ambiziosi. «Se mai si concretizzerà questa opportunità sarà tutta un’altra cosa rispetto alla Dakar che ho corso nel 2015 - continua Casuccio - per il momento siamo alla fase embrionale ma c’è comunque già molto entusiasmo. Intanto mi accontento di seguire questa edizione da casa anche se sono in stretto contatto con i team dei piloti italiani impegnati in gara come Alessandro Botturi.

Sarà un raid difficile, in questa edizione ci sono numerose novità dal punto di vista tecnico che hanno reso più complicata la navigazione e meno completo il supporto tecnologico esterno: quest’anno ad esempio per raggiungere i waypoints nelle tappe non ci saranno le indicazioni che c’erano in passato, servirà più cura nella navigazione e ritmi più bassi in gara per evitare di perdere tempo e chilometri. Servirà molta esperienza e a mio avviso verrà fuori una gara interessante, i più attesi saranno i protagonisti dello scorso anno come Toby Price e Jean Barreda Bort ma ci sarà spazio anche per piloti già navigati e a caccia di conferme come lo stesso Botturi e Gerard Farrés».

Michele Nannini

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