Il Tirreno

Grosseto

Coppa Italia: Roselle alla prima prova con la finalissima

di Paolo Mastracca
Coppa Italia: Roselle alla prima prova con la finalissima

La squadra di De Masi è l’unica maremmana nella storia ad essere arrivata a questo importantissimo traguardo

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GROSSETO. Per il quinto anno consecutivo il Roselle ha concluso l’anno solare in testa alla classifica e guarda al 2017 con fondate speranze di esaltarsi verso nuovi straordinari traguardi. Per conoscere quale piega prenderà il nuovo anno sarà sufficiente attendere pochi giorni visto che dopo la ripresa del campionato prevista per domenica 8 gennaio con la trasferta sul campo del San Marco Avenza il Roselle potrebbe scrivere la storia già mercoledì 11 in occasione della finale della coppa Italia di Eccellenza in programma a Firenze contro il Baldaccio Bruni.

Mai nessuna squadra grossetana ha raggiunto in precedenza questa finale ma la mentalità del Roselle non è certo quella di sentirsi appagato e dunque l’obiettivo della società del presidente Simone Ceri e del patron Mario Ceri è quello di alzare la coppa al cielo. Due anni fa nello stesso stadio fiorentino delle Due Strade intitolato a Bruno Buozzi il Roselle vinse la coppa Toscana di prima categoria contro il Cortona.

Adesso in Eccellenza la finalista è un’altra squadra aretina, il Baldaccio Bruni, un precedente che lascia sperare in un esito positivo. Una finale in campo neutro è sempre aperta a qualsiasi soluzione, talvolta queste sfide sono decise da un episodio ma il Roselle può contare sulla collaudata capacità di dare sempre il massimo nelle occasioni che contano e come ricorda spesso l’allenatore Michele De Masi quando c’è da spingere sull’acceleratore questo gruppo riesce sempre ad andare a tavoletta.

È il frutto di una mentalità che la società ha saputo inculcare con enorme efficacia e con grande sagacia perché la programmazione nell'organigramma del Roselle non è una parola da sventolare in base alle esigenze del momento ma è una filosofia adottata fin dal primo istante in cui fu fondata la società. D’altronde non si vincono campionati e coppe a un ritmo così serrato senza sentirsi mai appagati se alla base non c’è una programmazione seria e affidabile unita ad un attaccamento alla maglia da parte dei giocatori che non è di facciata ma è autenticamente reale e condiviso da tutti.

Lo dimostra la strategia della società che in questi anni ha saputo apportare in ogni stagione quei ritocchi mirati senza fare rivoluzioni che hanno garantito una crescita che è stata in grado di garantire un costante livello di elevata competitività. Da quattro anni De Masi è l’allenatore vincente che ha saputo infondere e trasmettere tali valori alla squadra, cosicché società, allenatore e giocatori sono in grande armonia e sintonia.

Per comprendere come il Roselle guardi avanti è sufficiente andare a consultare il sito ufficiale della società dove la home page è dedicata al tanto sospirato centro sportivo che viene dato in rampa di lancio, sembra quasi che la società voglia lanciare il messaggio che oltre a vincere sul campo si pensa con fermezza e lucidità anche a costruire qualcosa di utile per la crescita collettiva del calcio maremmano.

Il 2017 del Roselle promette questo, i sogni nel cassetto sono tanti e la società è intenzionata ad aprire tutti questi cassetti. La finale così imminente potrebbe spalancare le porte verso un trofeo che in Maremma non è mai arrivato e che potrebbe vedere ancora una volta il Roselle in veste di protagonista assoluto, garantendosi in caso di vittoria il diritto di accedere alla fase nazionale contro le vincenti delle altre regioni.

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