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Roselle, la partita perfetta frutto di tecnica e di psicologia

Roselle, la partita perfetta frutto di tecnica e di psicologia

ROSELLE. Il Roselle ha superato il Seravezza disputando la partita perfetta. Si dice che nel calcio come nella vita non esiste la perfezione ma è praticamente impossibile trovare sbavature alla...

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ROSELLE. Il Roselle ha superato il Seravezza disputando la partita perfetta. Si dice che nel calcio come nella vita non esiste la perfezione ma è praticamente impossibile trovare sbavature alla prestazione del Roselle nella partita che ha consegnato il titolo di campione d’inverno alla squadra di Michele De Masi con una giornata di anticipo. In tale occasione il Seravezza ha messo in mostra tutta la qualità di cui dispone ma è proprio questo aspetto che rende ancora più straordinaria l’impresa del Roselle. Se doveva essere un esame è stato superato a pieni voti dalla società della famiglia Ceri, dal tecnico De Masi, da ogni singolo giocatore e dai tanti tifosi grossetani che sono venuti a vedere il Roselle all’opera.

L’approccio alla partita è stato esemplare: il mister non conosce soltanto il calcio ma riesce anche a scavare nella psicologia dei proprio giocatori e la settimana trascorsa in maniera soft con un giorno di riposo in più e una seduta di allenamento in meno ha prodotto l’effetto sperato di vedere in campo una squadra tonica e carica. In porta è stato schierato l’esperto Cipolloni che non ha sbagliato nessun intervento. Nel reparto difensivo Mesinovic e Ciolli sono stati impeccabili anche nella prontezza in cui hanno sempre raddoppiato le marcature trasmettendosi vicendevolmente sicurezza. Bartalucci è stato insuperabile nella propria zona di competenza e Rosati è stato quel mastino che abbiamo imparato ad apprezzare sia in fase di costruzione del gioco che in fase di copertura. Raito è tornato il giocatore dei giorni migliori e Faenzi era in giornata di grazia, talmente ispirato da avere confezionato per Nieto con grande classe la palla del gol che ha sbloccato la partita. Gorelli è cresciuto alla distanza, è stato un autentico pilastro fornendo a Nieto l’assist del secondo gol e sfiorando la terza marcatura del Roselle con un gran tiro dalla distanza. In attacco il giovane Ferrari, classe 1999, ha dimostrato di essere il prototipo dell’attaccante moderno alternando il servizio alla squadra con giocate di grande classe. Consonni è sempre immenso, il suo modo di incidere sugli equilibri della partita è talvolta sottile e appena percettibile ma assai proficuo e di un valore che va oltre i limiti dell’estetica. Poi c’è Nieto, il capocannoniere del campionato di Eccellenza che da giovane sarebbe approdato alla Juventus se non avesse avuto la sfortuna di un infortunio e che a Roselle sta riscoprendo una seconda giovinezza. Sono entrati in campo anche Cosimi, Porro e Franchi quando la partita aveva già preso una piega ben delineata ma anche loro hanno avuto modo di offrire il loro prezioso apporto. Visto che la partita è stata perfetta occorre aggiungere la straordinaria cornice di pubblico che ha seguito il match in maniera appassionata e con toni assolutamente sportivi, a fine gara il presidente del Seravezza Lorenzo Vannucci ha fatto i complimenti al Roselle per il gioco espresso in campo e per la sportività dimostrata. Sembrano passati secoli dalle feroci polemiche di qualche settimana fa e pure tale aspetto rafforza l’idea che la prestazione del Roselle sia stata assolutamente perfetta.

Paolo Mastracca

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