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Minozzi al Padule, un grossetano su una panchina Ibl
L’ex manager del Bbc sta allestendo il roster. «È triste pensare che in Maremma non c’è più niente»
GROSSETO. Paolo Minozzi è il nuovo allenatore del Padule Sesto Fiorentino. L’ex manager del Bbc (con il quale ha conquistato anche un bronzo in Coppa Campioni nel 2008), campione d’Italia in serie A con l’Enegan Grosseto nel 2014, torna in Toscana, dopo una stagione nel Macerata, che ha portato ai playoff, per accompagnare lo storico debutto nell’Italian Baseball league della società fiorentina, presieduta da Romano Becchi.
«Mi è piaciuto subito il progetto del Padule - dice il tecnico maremmano - che ha deciso di fare il grande passo e personalmente affronto l’avventura, che mi permette di riavvicinarmi a casa, con grande entusiasmo, dopo una proficua parentesi nelle Marche. Cercherò di far capire alla mia nuova società che dovrà essere creato un settore giovanile forte per avere una squadra che possa stare nella nuova categoria per anni».
Minozzi ha avuto i primi incontri con la dirigenza e si sta guardando intorno per il roster (che nel 2016 contava anche su diversi ex biancorossi) che inizierà a lavorare da febbraio. Tra l’altro un’altra rappresentante del Granducato ha deciso di tornare sul massimo palcoscenico, la Fiorentina, che farà addirittura un doppio passo, dalla serie B (vinta dopo una bella stagione) all’Ibl. E lo farà con intenzioni bellicose, mettendo in piedi una formazione competitiva. Rimane solo al palo Grosseto che, dopo la scomparsa della Grosseto Baseball, sarà rappresentata dal Jolly Roger in seconda divisione. Tra l’altro la società del presidente Beppe Demi potrebbe perdere Sgnaolin e Marquez che piacciono al Rimini. Si avvia al ritiro, invece, Riccardo De Santis, che non rientra più nei piani di Cristian Mura, general manager della Fortitudo Bologna. Tutti giocatori, quelli citati, che avrebbero potuto far grande Grosseto, se solo si fosse riusciti a convogliare tutte le risorse in un’unica società, con una scuola di pensiero unica.
«È triste pensare che a Grosseto non c’è più niente - dice Paolo Minozzi - A tecnici e giocatori non rimane che andare fuori a fare esperienze, a giocare. In città non rimane che concentrarci sui giovani che rappresentano il futuro, anche se non troppo vicino, del nostro sport»
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