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Grosseto

Grifone, l’ultima spiaggia sembra già dietro l’angolo

di Paolo Franzò
Grifone, l’ultima spiaggia sembra già dietro l’angolo

Quello di domenica con il Montemurlo si profila come un match delicatissimo Cinque sconfitte in 10 partite, 14 gol presi e 10 segnati. La panchina è calda

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GROSSETO. Nove punti raccolti dopo 10 partite di campionato basterebbero da soli per commentare il grigio momento biancorosso. Se qualcuno si era illuso, dopo la bella vittoria con la Massese, che la squadra avesse finalmente messo la barra a dritta verso una clamorosa rimonta in classifica, dopo la trasferta sul sintetico di Lavagna può definitivamente mettere nel cassetto ogni sogno di gloria.

Forse è il momento di guardare in faccia la realtà e smettere di ragionare sulla modestia del girone, su un campionato che è ancora tutto da giocare, pensando - e quindi illudendosi davvero - di poter risalire sino al primo posto. Se questo poi dovesse accadere, gara dopo gara, con grande piacere commenteremo quell’impresa, ammettendo senza alcun problema di non averci creduto in quel lontano mese di novembre. Ma novembre è oggi e la classifica impietosa, racconta invece di un Grosseto in piena lotta retrocessione. Forse anzi è bene cominciare a familiarizzare con questo termine e smettere di scherzarci su, cercando di concentrarsi sulla realtà di un campionato che invece, di facile non ha proprio nulla.

Il Grifone che riprende oggi gli allenamenti ha ben pochi alibi da esibire. Cinque sconfitte in 10 partite, 14 gol presi e appena 10 segnati. I numeri, dopo quasi un terzo di campionato, dicono più di mille parole. Lo stesso Marco Sanna, soprattutto ripensando alle recenti dichiarazioni della proprietà, precedenti però la gara con la Massese, a questo punto siede su una panchina decisamente calda e la gara con il Montemurlo di domenica prossima, rappresenta per tutti, mister compreso, quasi una sorta di ultima spiaggia. Del resto, non si possono aggiornare di gara in gara sempre le stesse dichiarazioni d’intenti che poi puntualmente finiscono per naufragare in prestazioni lontane anni luce da quelle che erano le aspettative della vigilia del campionato.

Di sicuro, questa squadra ha un disperato bisogno del prossimo mercato di riparazione, prima del quale, tuttavia, ci sono almeno altre 4 giornate da disputare che potrebbero quasi renderlo inutile, a meno di una vera e concreta inversione di marcia nei risultati. Non è questione di voler essere troppo severi nei giudizi. Forse i biancorossi avrebbero anche meritato di tornare da Lavagna con un pareggio, ma non sarebbe stato anche quello, un risultato tutto sommato deludente?

I segnali sono sempre gli stessi: la squadra gioca solo a sprazzi, dietro finisce sempre per commettere quegli errori che le avversarie puntualmente non perdonano e davanti manca un autentico centravanti. E allora, in attesa del mercato, forse sarebbe meglio mettere in soffitta questo 4-2-3-1 e tornare a un ben più pratico 4-4-2, nel quale la punta di turno, tanto per cominciare, non finisca per rimanere da sola in balia delle altrui difese. Un sistema di gioco classico sì, ma che dovrebbe almeno garantire maggiore copertura e più solidità in mezzo al campo. Sanna non sarà d’accordo, ma è inevitabile che la mancanza di risultati porti anche a una critica fastidiosa. Del resto, il Grosseto era partito dichiaratamente per vincere il campionato: punto. È chiaro che a questo punto, si debba per forza cambiare qualcosa, ma soprattutto reagire per davvero, a cominciare da dentro lo spogliatoio, là dove se è vero che c’è coesione e unità d'intenti, questa deve in qualche modo essere tradotta in campo, in continuità di risultati. Altrimenti, avranno ragione quelli che sostengono la tesi di una rosa biancorossa troppo sopravalutata alla vigilia del torneo. A mister e giocatori, la possibilità di smentirli, con un filotto di vittorie.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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