Il presidio
Grifone sconfitto e fischiato
Biancorossi inguardabili, il Finale porta a casa 3 punti con un gol nel primo tempo
GROSSETO. È proprio vero: al peggio non c’è mai fine. Il Grifone, dopo i sorrisi di Savona, ripiomba nella più profonda disperazione, facendosi battere allo stadio Zecchini da un modesto Finale (1-0) che sfrutta a dovere l’unico pallone arrivato dalle parti di Cancelli.
I ragazzi di Marco Sanna lasciano il terreno di gioco sotto un coro di «buffoni, buffoni, andate a lavorare» proveniente dalla tribuna; parole uscite dalla bocca di tifosi delusi per aver assistito ad una partita sconcertante.
Il Grosseto, che ha indossato strani pantaloncini neri sopra la maglia rossa, ha giocato un primo tempo sufficiente, in cui ha avuto anche alcune occasioni per portarsi in vantaggio: una punizione di De Martis dopo 15’ ed un paio di tentativi di Sinigaglia di testa in bocca al portiere ligure. Dopo il gol di Figone, che al minuto 38 ha girato in rete un cross dalla sinistra, i biancorossi sono rimasti senza parole e senza gioco. E non è servito nemmeno l’ingresso di Vito Falconieri ad inizio ripresa per bucare una retroguardia avversaria che ha difeso il vantaggio con ordine e onestamente senza troppi affanni.
Basti pensare che l’unico tiro in porta di tutto il secondo tempo l’ha scagliato Vecchi al 3’, girando di testa una punizione di De Martis. Prima del triplice fischio finale si sono poi contati solo cinque tiri fuori dallo specchio (due di Falconieri, uno di Lisai, Benucci e Clemente), che il capitano del Finale, Porta, ha sempre controllato senza problemi.
Un po’ poco per una squadra che si era presentata in campo per conquistare altri tre punti e proseguire la scalata in classifica. Alla resa dei conti, però, ha fatto tre passi indietro, tornando in penultima posizione (ultimo il Ponsacco), a 9 punti dalle regine Gavorrano-Montecatini.
Quel che più preoccupa è però l’involuzione di una squadra che con Sanremese e Savona ha mostrato confortanti progressi, annullati con la prestazione di ieri pomeriggio. L’undici capitanato da De Martis, che si è fatto espellere a fine gara per un fallo inutile nella trequarti del Finale, è apparso svogliato, senza idee e schemi e ha perso senza attenuanti.
PINCIONE PENSACI TU. Una situazione grottesca: il Grosseto negli anni recenti non è mai stato così in basso dopo sette giornate. La palla, a questo punto, passa al presidente Max Pincione, atteso in settimana per sistemare le molte cose che non funzionano, a partire dalla discontinuità di una squadra nata per tornare in serie C e che invece è in piena zona retocessione. Solo l’imprenditore italoamericano può allontanare le nubi che si sono addensate sul Grifone, rispondere con i fatti a quelle voci che parlano innanzitutto di mancati stipendi ai giocatori. Serve un intervento energico, definitivo, che possa dare tranquillità per tutta la stagione e ridare al popolo biancorosso la fiducia nella squadra che, dopo il capitombolo contro il Finale, ha sicuramente raggiunto il punto più basso della stagione.
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