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Petrucci in grande spolvero anche all’Elba

Petrucci in grande spolvero anche all’Elba

GROSSETO. Alzare sempre i propri limiti fisici e mentali. Una filosofia di vita che il grossetano Guido Petrucci ha fatto propria. Petrucci ormai ci ha abituato a imprese di ogni genere. Dal correre...

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GROSSETO. Alzare sempre i propri limiti fisici e mentali. Una filosofia di vita che il grossetano Guido Petrucci ha fatto propria. Petrucci ormai ci ha abituato a imprese di ogni genere. Dal correre per tante ore sotto il sole cocente della sabbia del deserto a percorre sentieri ghiacciati con la neve.

L’ultra trail maremmano vive lo sport come un mezzo per girare il mondo e scoprire nuovi luoghi fatti di avventura, divertimento, emozione e la passione di un “Runner” inesperto. E’ con questo spirito che ha deciso di rinnovare la sfida contro se stesso e di mettersi di nuovo alla prova, correndo il suo ottavo “Ironman” come se fosse la prima volta. L’occasione è stata la gara di Marina di Campo all’Isola d’Elba con la manifestazione “Elbaman 2016” unica competizione italiana dal 2005 su distanza “Full”. Dal 2010 l’evento è stato inserito tra le migliori dieci competizioni al mondo sulla distanza “Iron” la partenza è all’alba.

Insieme a Petrucci altri 300 atleti provenienti da ogni parte del mondo. Il via è alle 7. La prima tappa è quella riservata ai 3800 m di nuoto. Una bracciata dopo l’altra porta Petrucci a concludere in 1h 17’ con un po di fatica. Ma non c’è tempo per pensare è il momento della prova in bicicletta. 180 km non sono pochi. Le discese si susseguono facendo attenzione anche al traffico stradale. Il panorama è da mozzafiato e compensa in parte la fatica. I giri da fare sono tre con un dislivello vicino ai 3000 metri.

È il momento della seconda transizione. Il tempo di togliersi il casco, le scarpe da bici e indossare quelle da corsa, ma le sensazioni non sono buonissime, anzi. Le gambe dicono di farla finita, ma Petrucci stringe i denti e aspetta. Lo attendono 42,195 km da correre. Il percorso è sali e scendi. Scende la sera e poi la notte e fa freddo. Le gambe si ricordano di fare il proprio dovere e girano, non benissimo ma girano. È l’ultimo giro. Il maremmano percorre gli ultimi metri del tappeto rosso con il cuore che batte all’impazzata e finalmente taglia il traguardo. Non sta bene fisicamente anzi è proprio uno straccio ma non importa perché ce l’ha fatta anche questa volta con il tempo di 13h, 26’ chiudendo 127º in classifica generale. Ma che importa il tempo, l’importante era arrivare.

Massimo Galletti

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