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Grosseto

Il presidente: «Il Roselle non dà fastidio» Replica Ceri: «Bastava evitare proclami»

Botta e risposta tra Max Pincione e Simone Ceri. Il presidente del Grosseto parla subito della coabitazione allo Zecchini: «Per quale motivo dovrei essere infastidito? Se il Comune ci avesse dato ciò...

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Botta e risposta tra Max Pincione e Simone Ceri. Il presidente del Grosseto parla subito della coabitazione allo Zecchini: «Per quale motivo dovrei essere infastidito? Se il Comune ci avesse dato ciò che avevamo a suo tempo chiesto e il Roselle fosse venuto a chiedermi di poter condividere gli impianti non avrei avuto alcun problema a coabitare. Fino a quattro mesi fa, quando il Comune si opponeva alla sua richiesta di ristrutturazione degli impianti a Roselle, lei piangeva e aveva da ridire anche sull'amministrazione locale. Si ricorda? Ora le ricordo, visto che lei paga l'affitto, che lei dispone (spero) di una convenzione; la società che rappresento non ne possiede alcuna, se non quella che viene a scadere a fine agosto 2016. Lo stesso mancato rinnovo della convenzione è stato uno dei fattori che non ha permesso di presentare la domanda di ripescaggio e che ad oggi, pone a serio rischio la partecipazione della squadra al prossimo campionato di Serie D».

«Lei Ceri – prosegue Pincione – si considera un tifoso del Grosseto, con un grande senso di appartenenza. Perché l’estate scorsa non ha investito, acquistando il titolo sportivo e permesso così la partecipazione del Grosseto alla serie D? Dove era la scorsa estate? Io sono il primo ultrà della mia società».

Prima di pensare agli onori della Lega pro forse sarebbe stato meglio pensare a come lavorare insieme per ottenerli. La città ha sentito solo le parole che più le facevano comodo. Facile parlare di soldi, quando i soldi sono degli altri. Noi potremmo essere pronti ad investire qualsiasi cifra, ma se dal territorio non ho il minimo ritorno, quella “reciprocità” di cui ho già parlato, nulla è possibile.

Per quale motivo avrei dovuto dire sì al ripescaggio?

La mia (e dei miei soci) è stata una decisione saggia e responsabile. Se lei Ceri o chiunque altro fosse interessato concretamente o disposto ad acquistare l’FC Grosseto io sono qua, pronto a valutare una proposta, ma non svenderò mai la mia società. Forza Roselle!

Immediata la controreplica di Simone Ceri: «L’anno scorso ero nell’ufficio del sindaco mettendo a disposizione il titolo sportivo del Roselle per il Grifone. Quello era il massimo che avrei potuto fare e lo avrei fatto. Eravamo li quando arrivò una chiamata destinata a Bonifazi che annunciava l’arrivo suo e dei suoi soci con iscrizione alla D. In quel momento di noi non c’era più bisogno. Siamo così tornati al nostro orto». «Lei ora chiede ritorni - prosegue Ceri - invoca aiuti dal territorio ma le ricordo che, quando è arrivato, proprio lei ha dichiarato che non avevate bisogno di niente e nessuno. Sarebbe bastato evitare proclami nel dopo playoff per non vedersi rinfacciato il mancato ripescaggio. Con me ha proprio sbagliato argomento e personaggio: sarà più ricco di me, più bello e intelligente di me, più manager di me... ma non avrà mai la mia passione per il calcio né il mio amore per la città, per la mia città».

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