Il Tirreno

Grosseto

La rabbia di Pincione contro la città

Paolo Franzò
Nucifora, Pincione e Mazzullo (foto Bf)
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Nucifora, Pincione e Mazzullo (foto Bf)

Il presidente deluso dalle istituzioni e dalla squadra: «Se non mi volete me ne vado. Non ci avete mai dato credito» - Il video

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GROSSETO. Stavolta l'annunciata conferenza stampa indetta dal Grosseto va in scena. L'appuntamento è per le 19 di ieri sera allo stadio e il tutto parte in un clima diciamo, surriscaldato.

Fuori i ragazzi della curva si fanno sentire. Sono arrabbiati. Dentro, non lo sono meno il presidente, Max Pincione e il suo consulente legale, Enzo Nucifora, soprattutto per le brutte parole che si sono presi.

«Se volete che andiamo via da Grosseto, ce ne andiamo. Se avete un'alternativa a noi, portatecela».

Così apre la conferenza il presidente: «Siamo venuti appena un anno fa per fare calcio e oggi, tutto questo astio nei nostri confronti è inaccettabile», aggiunge. Ci sono tutti; la socia, Janet Mazzullo, l'avvocato Arducci, mister Cari col suo staff e il diesse, Spadoni.

«Non so più che dire – prosegue Pincione – è vero, siamo stati a Ancona e anche in altre città. Ma queste sono cose che non vi riguardano. Forse avete dimenticato dove eravate un anno fa. Se anche prendessimo un'altra società, dove sarebbe il problema? Possiamo tranquillamente averne più di una, siamo degli imprenditori». Quindi iscriverete il Grosseto al campionato? «L'iscrizione è stata fatta – risponde, mostrando la copia del fax col versamento della tassa di iscrizione – però è chiaro che se il Comune non ci manda la documentazione necessaria, relativa allo stadio, da allegare alla domanda, la stessa non ha alcun valore».

La palla passa di nuovo al Comune in una sorta di ping pong, con sullo sfondo l’orologio che impietoso ricorda che martedì prossimo le iscrizioni al campionato di serie D, si chiudono».

È arrabbiato Pincione: «Non ci avete mai dato credito. Piuttosto, non mancate mai di ricordarci di pagare i giocatori dello scorso campionato. Quelli che, vi ricordo, ci hanno fatto perdere il campionato. Li pagheremo comunque, a tempo debito, ma li pagheremo. Siamo venuti qui per fare calcio, per fare una squadra per vincere il campionato e forse anche per fare la domanda di ripescaggio e questa città in cambio cosa ci ha dato? Noi non chiediamo soldi, ma almeno i servizi si. Invece non facciamo altro che prendere schiaffi in faccia».

Cari e il suo staff, al pari di Spadoni, confermano di aver firmato con il Grosseto da maggio scorso. «Noi non siamo qui per litigare con il Comune – ha proseguito Pincione – ma un anno fa ci erano state fatte tante promesse. Dove sono finite?». Poi, dopo un oretta, è la volta del faccia a faccia con i tifosi, forse molto più importante.

 

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