Il Tirreno

Grosseto

Grifone, un’altra seduta a porte chiuse

di Paolo Franzò
Grifone, un’altra seduta a porte chiuse

Calcioscommesse: la posizione di Camilli per i fatti del 2012 trasferita al Tribunale di Ancona per competenza territoriale

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. È iniziata a porte chiuse la settimana decisiva della stagione biancorossa. La squadra si è allenata in uno Zecchini chiuso alla visione anche solo dei tifosi. Probabile che questa scelta possa andare avanti per tutta la settimana, nella ricerca della giusta concentrazione e probabilmente, per evitare che i nuovi accorgimenti provati dal tecnico del Grifone possano essere intercettati dall'esterno e fatti arrivare dall'altra parte del Mar Tirreno.

L’Olbia ha ripreso a sua volta il cammino verso l'incrocio della semifinale di domenica prossima (ricordiamo che il fischio d'inizio è anticipato alle 15). Ieri pomeriggio, la squadra sarda si è ritrovata al “Nespoli” per riprendere contatto col terreno di gioco dopo i due giorni di vacanza concessi da mister Mignani. A seguito del discorso tenuto dal presidente Marino negli spogliatoi, la squadra stessa è scesa in campo mostrandosi da subito determinata. Geroni e Mastinu hanno svolto alcune fasi dell'allenamento con il gruppo e sembrano ormai recuperati, mentre hanno proseguito il programma differenziato, Coloritti e Steri, anch'essi apparsi sulla strada del recupero.

Tornando invece in Maremma, nessun indisponibile per mister Orlandi, con i biancorossi alle prese oggi con la classica seduta doppia. E mentre si comincia a mettere a fuoco il prossimo futuro, si deve anche dare uno sguardo al recente passato che riguarda ancora la vicenda del calcioscommesse, con il processo di Ancona che, dopo aver assolto Antonio Conte, va avanti. Per quanto riguarda Piero Camilli è stata accolta l'eccezione di incompetenza territoriale sollevata dall'avvocato dell'ex patron biancorosso, Enrico Valentini e non solo, con gli atti che sono stati trasferiti alla procura di Ancona. Per Valentini - e per il gup di Cremona che ha accolto l'eccezione - sarebbe stata, semmai, la procura di Ancona a dover procedere nei confronti dell'ex presidente del Grosseto. Camilli, in effetti, risponde di una presunta frode sportiva riguardante la partita Ancona-Grosseto del 2012. Un calciatore aveva puntato il dito contro il presidentissimo. Camilli, secondo il giocatore e secondo l'accusa, avrebbe saputo in anticipo che la gara sarebbe finita in pareggio e non avrebbe fatto nulla per impedirne la combine.

Cose dell'altro mondo, per il suo legale. «La posizione di Camilli è assolutamente sfumata – dichiara Valentini – Non c'è un'intercettazione. Non c'è una prova. C'è solo la parola di un calciatore secondo il quale “Camilli sapeva”. Quel giocatore, ieri, è stato rinviato a giudizio dal gup insieme ad altri colleghi in procedimenti in cui Camilli sarà parte civile: vittima, insieme al suo Grosseto, delle combine addebitate ai calciatori». Dalla giustizia sportiva, l'esplosivo ex patron del Grosseto è già stato assolto per quella stessa partita Ancona-Grosseto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani