Il presidio
Riprendere a vincere dopo la sberla al Rocchi
I biancorossi domenica ospitano la sorpresa Arzachena
GROSSETO. Non sarà facile resettare la sconfitta di Viterbo e ributtarsi sulle ultime 8 giornate di questo campionato.
È chiaro che se l’obiettivo era quello di vincere, adesso diventa maledettamente complicato, con sole 8 gare a disposizione e i punti di distacco dal primo posto che di fatto sono 7, in virtù dei risultati degli scontri diretti.
La Viterbese, peraltro, ha un calendario più che abbordabile e a questo punto il campionato può soltanto perderlo.
Tuttavia resta il dovere morale da parte di tutti, società, tecnico e giocatori, di provare l'impossibile, ovvero cercare di vincere tutte le partite rimaste e poi vedere cosa succederà. Anche il cammino dei biancorossi, tranne l’ultima a Sassari, in casa della Torres, è sulla carta una bella autostrada e provarci non costa niente.
A cominciare dalla prossima in casa contro l’Arzachena. Una partita, quella contro la sorpresa sarda, da vincere non solo in chiave classifica ma anche per la batosta della partita di andata da vendicare e perché il Grosseto non ha mai vinto quest’anno uno scontro diretto.
È questo poi, uno dei motivi per i quali i biancorossi devono fare mea culpa e sono costretti a vedere le altre da dietro. Ma le chiavi di lettura possono essere molte. Potremmo anche dire che il Grifone il campionato lo ha gettato alle ortiche molto prima. Soprattutto in quei due sciagurati pareggi con il modesto Lanusei. Soltanto lì sono andati perduti ben 4 punti che basterebbero oggi a disegnare ancora speranze di vittoria finale. Sulla gara di Viterbo cosa aggiungere che non sia già stato detto o scritto? Vero che i biancorossi hanno giocato una partita gagliarda, su un terreno infame e che alla fine il pareggio sarebbe stato più giusto. Vero che un rigore per i biancorossi ci poteva stare. Ma alla fine la partita è stata decisa da un episodio sfortunato e questo nel calcio fa parte dell'imponderabile.
A voler cercare il pelo nell’uovo, nel secondo tempo, la squadra avrebbe dovuto cercare di più la fascia destra e le incursioni di Libutti. Da quella parte il fondo del campo teneva meglio rispetto a quella dove agiva Lavopa, si poteva giocare un minimo al calcio e la Viterbese su quel lato sembrava soffrire di più. Poi è vero che se devi anche scontare l'infortunio al tuo elemento migliore (Di Gennaro), costretto ad uscire a inizio ripresa, far salire la squadra è diventato molto più difficile, così come andar a fare a sportellate nell’area laziale. Il rammarico, è quello che la Viterbese alla fine, non ha mostrato di essere superiore al Grifone, ma soltanto più cinica e fortunata. Un gap che su un terreno di gioco accettabile, forse sarebbe stato colmato dall'indubbio maggior tasso tecnico dei maremmani. Adesso, il difficile per mister Orlandi, diventa ricostruire il morale della squadra. Il rischio dopo una sconfitta dai riflessi così pesanti sulla classifica, è proprio quello. Recuperare alla svelta le energie perdute e battere subito l’Arzachena. L’obiettivo minimo, deve diventare quello del secondo posto. Vuoi per i playoff, vuoi soprattutto perché nella prossima stagione la Lega Pro verrà riportata a 60 squadre, per cui questo significa che ci saranno altri 6 posti da assegnare, oltre a quelli che si conquisteranno sul campo le vincenti di tutti i gironi. Mollare adesso, quindi, sarebbe un autogol clamoroso.
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