«Giustizia sommaria Non ho fatto niente»
Nucifora in lacrime dopo l’inibizione per 4 anni e la multa
GROSSETO. È durata pochissimo l'avventura grossetana di Enzo Nucifora come direttore sportivo della squadra biancorossa.
La sconfitta di Olbia non è nulla in confronto alla sentenza di primo grado di ieri del tribunale federale relativa al filone “Dirty Soccer”: Nucifora, sotto incolpazione perché ds della Torres 1903 (omessa denuncia di tentativi di alterazione del risultato per due partite della scorsa stagione), inibito a svolgere qualsiasi attività nell'ambito della Figc per 4 anni e 2 mesi, oltre a un'ammenda di 50mila euro. Us Grosseto prosciolta invece da ogni addebito per la partita con il Santarcangelo (a quest’ultima società -6 punti e 70.000). Una mazzata assolutamente inattesa per Nucifora che spiega con la voce strozzata dall'emozione: «Io proprio non me l'aspettavo. Non me lo aspettavo perché non ho fatto assolutamente niente. Non hanno letto un solo rigo della difesa. Hanno voluto fare giustizia sommaria. Evidentemente ci sono state delle pressioni. Qualche colpevole lo dovevano trovare per forza, anche per evitare risarcimenti».
E adesso?
«Ho tempo sino a lunedì prossimo per presentare ricorso e poi le sentenze di secondo grado ci saranno a fine mese o i primi di marzo».
Il suo rapporto con il Grosseto quindi si interrompe qui?
«Devo ringraziare di cuore il presidente Pincione che mi è rimasto sempre vicino. Lui mi ha chiesto di rimanere, ma in questo momento sono un uomo distrutto. Sono nel calcio da una vita, il calcio è la mia vita. Ho 70 anni e sono malato: questa è una mazzata dalla quale non è facile riprendersi. Sono finito in un tritacarne. Finire la mia carriera così. Passare per quello che non sono è una cosa che fa troppo male».
Immagino sia difficile per lei, al momento, parlare della squadra e della sconfitta di Olbia?
«Mi spiace invece per questo stop inatteso. Ma una giornata storta nel calcio ci può sempre essere. Un momento di crisi. Io resto convinto che questa squadra sia forte e che abbia tutto ancora per vincere il campionato. Mi auguro che ricominci a vincere già da domenica prossima con il Rieti e che i ragazzi possano andare in campo e vincere anche per me. Spero che i tifosi stiano vicini alla squadra perché ne ha bisogno e perché se lo merita. Quella di domenica prossima è una sfida decisiva e ci sarà bisogno di tutti per portare a casa 3 punti fondamentali. Mi spiace non poter essere più a Grosseto, dove ho conosciuto davvero tante brave persone. Avrei voluto fare di più e dare di più a questa società e a una piazza così bella. Mi hanno davvero mortificato, ucciso. Certe cose non si dimenticano, soprattutto alla mia età. Pincione è una persona buona e spero che il Grosseto riesca a vincere questo campionato».
«Per quanto mi riguarda – prosegue – tutto questo è un bagno di sangue, anche sotto l'aspetto economico. Ma continuerò a lottare, almeno fintanto che le forze fisiche ed economiche me lo consentiranno. Ai tifosi del Grosseto mando un abbraccio grande».
Vedremo se e quali novità ci saranno. È chiaro che con il presidente all'estero questa sentenza priva la società biancorossa di una presenza e di una persona importante. Diciamo non il modo migliore per arrivare a una gara tanto importante e forse decisiva come quella con il Rieti. Toccherà in primis a squadra e allenatore riuscire a compattarsi, per ritrovare subito la via della vittoria sul campo.
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