Meteo
A Olbia non è servito rivoluzionare la difesa
Il Grosseto prende regolarmente due gol a partita. Da oggi comincia un febbraio decisivo
GROSSETO. Quando il destino di un campionato è ancora nelle tue mani e dipende soltanto da te non ha senso fare processi o infierire, andare a caccia delle responsabilità di un eventuale fallimento rispetto all'obiettivo prefissato.
È chiaro he qualcosa in questo Grosseto non funzioni. È ancor più evidente alla luce dei freddi numeri che raccontano di una squadra che, eccezion fatta per la gara con il Trastevere, prende regolarmente 2 gol a partita.
Non è bastato neanche l'ultimo tentativo di mister Giacomarro: mettere 3 difensori esperti sin dall'inizio, per arginare quella che sembra una emorragia cui non sapere più come porre rimedio. Certo, le parole del tecnico siciliano del dopo gara fanno pensare: «Qualcuno ha svolto il compitino, bisogna cambiare mentalità». Siamo quasi a due terzi di campionato e se certe lacune ancora non sono state compensate si fa fatica a immaginare di poterci ancora riuscire.
Il calendario offre però al Grifone la possibilità di vincere questo campionato. A patto di far suoi finalmente, i prossimi scontri diretti, senza poi concedere più nulla alle altre.
Siamo quasi di fronte alla richiesta di un filotto importante di vittorie, ma fintanto che la matematica non dirà il contrario è giusto crederci ed ancor più giusto provare tutti insieme a sostenere la maglia biancorossa.
A cominciare da domenica prossima, quando allo Zecchini arriverà il Rieti, capolista insieme alla Viterbese. È il mese decisivo per il Grosseto, nel bene o nel male. Guardare indietro, al momento, serve a poco. Rieti, Viterbese e Arzachena, tutte in un mese, oltre a Cynthia e Muravera, rappresentano per i torelli la montagna da scalare. Cinque partite, cinque vittorie, non una di meno. Ma soprattutto, credere fermamente di poterlo fare. A cominciare dalla prima di queste sfide: appunto quella col Rieti di domenica prossima. Lasciare polemiche e critiche fuori dallo spogliatoio, concentrarsi solo e soltanto sul Rieti. Studiarlo a fondo e poi scendere in campo con la voglia matta di vincere. Sperando che anche i tifosi più critici mettano via il proprio scetticismo e riescano a riempire il Carlo Zecchini alla vecchia maniera. Perché mai come in questo momento della stagione, la squadra ha bisogno di tutti e soprattutto, dei propri tifosi. Ma non solo dei soliti. Di quelli che c'erano anche a Olbia. Soprattutto, ha bisogno di quelli che spesso non ci sono e molti, hanno anche l'abbonamento in tasca, da qualche parte.
Giacomarro metterà da oggi i suoi giocatori al lavoro. Lui sa chi ha svolto il compitino, per cui saprà anche dove intervenire e cosa cambiare, non solo nella testa di una squadra che a Olbia si è evidentemente giocata il suo ultimo bonus. Altri passi falsi, a questo punto, avrebbero solo il sapore amaro della sconfitta.(p.f.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
