Il Tirreno

Grosseto

«Non ho mai creduto di poter fare una frittata»

«Non ho mai creduto di poter fare una frittata»

Giacomarro rompe il silenzio stampa e dichiara che il calo di concentrazione non l’ha preoccupato

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NUORO. Tabù sfatato e il 2016 unionista comincia sotto i migliori auspici. Il Grosseto non era mai riuscito a violare il Frogheri e ieri c'è riuscito, riabbracciando pure il primo posto. Dopo la netta vittoria interna col Trastevere arriva un altrettanto importante successo in casa della Nuorese, che spazza via le nubi dopo la brutta prova esterna sul campo del Flaminia.

Normale allora rompere il silenzio stampa che aveva circondato la squadra nelle ultime settimane, con il tecnico siciliano, Domenico Giacomarro, finalmente raggiante per il prezioso risultato ottenuto:

«Sono contento, è stata una vittoria importante e ce la siamo meritata: potevamo fare più di tre reti e per settanta minuti abbiamo davvero fatto bene. Abbiamo avuto anche un pizzico di fortuna ma devo anche aggiungere che il rigore per loro non c'era». L'allenatore glissa su qualche patema di troppo maturato negli ultimi minuti di gioco, quando la Nuorese ha accorciato le distanze siglando il 2-3 a pochi minuti dalla fine: «Ci può stare, qualche tocco involontario nel finale e può succedere di fare la frittata, oltretutto con quel gran vento che poteva influenzare il match in ogni momento, ma non ero preoccupato più di tanto di pregiudicare il risultato».

Una vittoria e una dedica particolare per Giacomarro: «Voglio dedicare questa vittoria a mio figlio Davide, che oggi (ieri, ndr) ha compiuto trent'anni. Anche lui lavora nel mondo del calcio, fa l'avvocato e il procuratore sportivo».

L'arrivo dal Brescia di Riccardo Gagno fra i pali nel mercato di riparazione può essere decisivo per il percorso del Grosseto nel girone di ritorno? «Sì, il fatto di avere un titolare under in porta ci garantisce di avere un assetto più equilibrato in mezzo al campo con Olivieri, Zotti e Lauria liberi di giocare insieme, così la squadra si può esprimere al meglio».

Un'ultima parola non può che andare ai tifosi, specie quella quarantina di irriducibili che si sono sobbarcati un'altra lunga trasferta per seguirvi: «Questa piazza negli ultimi anni ha passato tempi parecchio bui, si meritano il meglio che possiamo offrire loro. Abbiamo cominciato tardi, il 5 agosto ad assemblare la rosa ma grazie ai sacrifici del presidente e agli innesti del mercato invernale potremo finalmente andare lontano».

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