Il Tirreno

Grosseto

Assente Piero, è la domenica degli striscioni

Alla fine, tutto fila via liscio in tribuna, dove Piero Camilli, come aveva dichiarato, non si è presentato, lasciando spazio ai suoi due figli, Vincenzo e Luciano. Si temeva alla vigilia che ci...

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Alla fine, tutto fila via liscio in tribuna, dove Piero Camilli, come aveva dichiarato, non si è presentato, lasciando spazio ai suoi due figli, Vincenzo e Luciano. Si temeva alla vigilia che ci potesse essere un po' di tensione (la polizia era in allarme) e invece niente. Max Pincione è regolarmente al suo posto, il clan dei Camilli, più o meno dove era stato per 15 anni. Buffo poi vedere Luciano Cafaro sulla panchina “sbagliata”, ovvero quella ospite. Va male solo a un tifoso della curva che caduto da una balaustra, ha finito il pomeriggio in ospedale con qualche costola rotta. Nessun problema neppure tra le rispettive tifoserie. Pochi quelli della Viterbese, tanti i biancorossi, per una Curva Nord che da tanto non si mostrava così gremita. Così, è stato il pomeriggio degli striscioni: “Salutiamo la squadra di Grotte di Castro”, quello più simpatico esposto proprio nella Nord, in riferimento al doppio nome della Viterbese, mal sopportato dai tifosi gialloblù. Non è mancato neppure uno striscione dedicato alla memoria di Arrigo Dolso, recentemente scomparso. A fine gara, nell'uscire dallo stadio, Vincenzo Camilli si lascia sfuggire un commento su Giacomarro che la dice lunga: «E' un grande allenatore». (p.f.)

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