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Follonica solo in vetta Non accadeva da ben cinque anni
La forza è nel gruppo consolidato con inserimenti mirati Quest’anno la società ha scelto di tenere basso il profilo
FOLLONICA. Guardare tutti da lassù, in vetta al campionato di serie A1 da capolista solitaria come non accadeva ormai da anni, precisamente dal 20 aprile 2010, ultimo giorno in cui il Follonica Hockey è stato capolista (seppur in coabitazione con il Valdagno poi vincitore dello scudetto) della massima serie.
Un risultato giunto dopo sole due giornate e quindi decisamente poco indicativo di quello che sarà, ma intanto è già più che positivo aver evitato le trappole che tutte le squadre di medio-alta classifica hanno incontrato in avvio di stagione. Sono almeno tre gli spunti alla base di questo inizio a freccia in su degli azzurri che per adesso si godono il momento senza voli pindarici ma con l'occhio ben fissato ai prossimi impegni.
UN GRUPPO CONSOLIDATO. L'ossatura maremmana della squadra lavora insieme ormai da parecchi anni, le giovani promesse sono adesso diventate parte integrante del gruppo. Menichetti e Pagnini sono i “veterani” della scuola follonichese, Paghi e Banini stanno confermando la loro evidente crescita e gli ultimi campionati passati assieme, seppur con partner di squadra spesso diversi, hanno cementato l'appartenenza dei ragazzi alla maglia ed al progetto.
La conferma di Mario Rodriguez un altro capolavoro societario mentre Polverini si divide fra campo e panchina, conosce alla perfezione questo gruppo e sa dove continuare a lavorare.
INSERIMENTI MIRATI. Del Follonica degli anni passati si diceva che era troppo dipendente da Marco Pagnini, fuoriclasse in grado di risolvere le partite anche da solo ma che non poteva farsi carico per una stagione intera delle necessità realizzative azzurre. Gli arrivi di Saavedra e, soprattutto, Marinho hanno modificato non solo la quantità di esterni d'attacco ma soprattutto le caratteristiche a disposizione di Polverini che adesso fa brillare il Follonica principalmente per le opzioni offensive tanto che gli azzurri hanno anche il miglior attacco della A1.
FARI SPENTI E LAVORO. Dopo un paio di stagioni iniziate con evidenti ambizioni di ben figurare la società ha scelto quest'anno fin da subito giustamente il basso profilo lasciando ribalta e pronostici agli altri, liberando il gruppo da pressioni inutili e lasciando liberi i ragazzi di lavorare e crescere senza ansie.
Tanto poi arriveranno le sfide con le big ed arriverà inevitabilmente anche qualche sconfitta che dovrà però servire come ulteriore completamento di un lavoro iniziato per il momento nel migliore dei modi. Intanto l'avvio shock della A1 ha già fatto una vittima: Enrico Bernardini non è più l'allenatore del Bassano, squadra considerata da tutti una delle principali antagoniste delle versiliesi e sorprendentemente a 0 punti dopo le sfide contro Matera e Monza. Al suo posto arriva Pino Marzella che proprio una settimana prima del campionato si era misteriosamente lasciato proprio con il Matera e che ritroverà quel Massimo Tataranni che come lui ha fatto il percorso Basilicata-Veneto solo poche settimane prima.
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