Il Tirreno

Grosseto

Gavorrano, l’angoscia del tabù trasferta

Gavorrano, l’angoscia del tabù trasferta

I rossoblù non riescono a fare risultato lontano dal Malservisi-Matteini

2 MINUTI DI LETTURA





GAVORRANO. Inizia a diventare un tabù fastidioso, soprattutto psicologicamente.

Il Gavorrano non riesce a fare risultato in trasferta, nonostante prestazioni anche buone. Il 2-0 secco rimediato in casa del Jolly Montemurlo conferma il trend negativo della squadra di Vitaliano Bonuccelli lontano dalle mura amiche.

«Dispiace perdere un partita senza subire un tiro in porta» ha commentato amaro il tecnico rossoblù dopo il triplice fischi di domenica, alludendo alle poche occasioni comunque costruite dal Montemurlo; ma è chiaro che nel Gavorrano ci sono dei meccanismi che devono essere ancora collaudati, tanto in difesa quanto in attacco. La partita di domenica ne è un esempio lampante. Nonostante il risultato che sembrerebbe raccontare un partita senza appello, infatti, sono stati i minerari a tenere in mano il pallino del gioco. Un possesso palla e un fraseggio di manovra che comunque non hanno portato a creare vere e proprie occasioni da gol, con colpe divise tra un centrocampo troppo distante dalla zona offensiva e un attacco poco mordace. Stesso discorso può essere fatto per la difesa, dove certo si è fatta sentire l’assenza dello squalificato Sciannamè, ancora preda di amnesie che spesso costano care. In questo contesto, infine, aggiungiamoci la sfortuna e la bravura degli avversari, come si è visto in occasione del secondo gol del Jolly, arrivato con un tiro dalla distanza che segna il gol della domenica.

Un’analisi che il mister del Gavorrano ha proposto anche alla sua squadra, in modo da trovare le lacune e vedere di colmarle. Anche perché i punti persi per strada in trasferta iniziano ad essere un bel po’: quattro gare lontani dal Malservisi Matteini, due soli punti portati a casa. Il paradosso poi è dato dal fatto che in queste partite il Gavorrano ha sempre mostrato delle ottime prestazioni, purtroppo però fini a se stesse. Al contrario, in casa, anche quando i ragazzi sono sembrati sottotono, Bonuccelli è sempre riuscito a vincere. Due tendenze opposte che necessitano di un incontro a metà strada, così da riuscire a sfatare anche questo tabù che rischia di diventare fastidioso.

Alfredo Faetti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera