Il presidio
Grifone, niente noia ma l’ansia è a mille
I biancorossi hanno rischiato di essere ripresi dal Cynthia
GROSSETO. Quest’anno allo stadio Zecchini non ci s’annoia, ma per il momento si soffre anche troppo. Il copione stagionale è stato rispettato anche ieri, con il Grosseto che ha segnato tre reti, ma ne ha prese due dal Cynthia, rischiando il pareggio per non essere riuscito a gestire un vantaggio per 3-1 maturato dopo cento secondi della ripresa. I biancorossi, che a tratti hanno regalato tocchi di classe e giocate da applauso, hanno palesato le solite amnesie, errori banali che per poco i laziali non hanno capitalizzato. Nella vittoria per 3-2 del Grifone c’è insomma il meglio e il peggio del repertorio della squadra di Giacomarro, compresa la solita magica punizione di Pierino Zotti (all’ottavo gol) che ha sbloccato il risultato. In gol anche gli altri due bomber biancorossi, Di Gennaro, sui titoli di coda della prima frazione, e Palumbo, anche se il loro apporto poteva essere ancora migliore.
Giacomarro si è presentato al via con il tradizionale 3-5-2 con il debutto dal 1' di Ungaro al posto di Ciolli.
Dopo una fase iniziale di studio, con il Grosseto che mette insieme tre corner ma niente di più, al 10' arriva la prima opportunità con Ungaro che spedisce alto al volo un cross dalla destra di Libutti. Al 12', però, ci vogliono i pugni di Lanzano per chiudere un contropiede del Cynthia sigillato dal tiro di Senesi. Al 16' ci prova invece Bertoldi ma la palla è alta.
Al 18' arriva il capolavoro su punizione di Pietro Zotti, che infila la palla nell'angolino più lontano alla destra di Scarsella aggirando una barriera affollatissima.
Il vantaggio biancorosso dura appena 6’: al 24' il cross dalla destra di Bertoldi, dopo una ripartenza veloce, trova il sinistro di Di Ventura che non lascia scampo a Lanzano. Al 26' la prima reazione del Grifone, con il servizio di Libutti per Lavopa che mette fuori.
Il Grosseto soffre la vivacità dei romani che con insistenza manovrano nella metà campo avversaria senza creare fortunatamente pericoli, ma al 39' è la squadra di Giacomarro che va vicina al vantaggio: dopo un'azione corale Palumbo serve all'indietro Zotti che dal limite manda la palla a sbattere sul palo. Al 44' invece lo stesso Zotti tira una punizione sulla barriera e Palumbo si trova involontariamente sulla testa una palla non gestibile.
Nel minuto di recupero concesso dall'arbitro Capovilla il Grosseto trova il nuovo vantaggio: Lavopa vola sulla fascia sinistra e dal fondo serve Di Gennaro che si fa trovare puntuale all'appuntamento con il secondo gol stagionale.
Neanche il tempo di tornare in campo dal riposo che il Grosseto cala il tris, al 2', con Roberto Palumbo che aggira il portiere e deposita in rete tra le proteste del Cynthia per un presunto fallo di mano dell'attaccante. La difesa ospite al 6' si salva su un'ubriacante azione di Lavopa conclusa con un tiro di Palumbo. Lo stesso Palumbo all'ottavo si libera di un difensore e scocca un tiro dal limite che Scarsella respinge in corner. All'11' si rivede il Cynthia con una velenosa punizione dalla lunetta che Lanzano smanaccia sulla sua sinistra. Al 18' si riapre improvvisamente la partita con il 2-3 del Cynthia: il cross dalla sinistra di Bertoldl attraversa tutta l'area e viene raccolto da Mortaroli, che s'incunea tra gli immobili Maciucca e Lavopa. Al 22' i laziali sfiorano il pareggio: Senesi incorna di testa il cross di Mortaroli: la palla scheggia la palla alla sinistra di Lanzano, ormai battuto. Al 26' invece è Bertoldi a dare un brivido: servito da Senesi va al tiro ma la palla attraversa l'area e viene respinta. Al 33' il Grosseto confeziona una buona occasione: Vaccaro serve De Masi che di prima intenzione mette a lato. Al 35' De Masi, servito al bacio da Zotti in contropiede, pecca di altruismo e invece di tirare serve Palumbo e l'azione sfuma. Al 39' Palumbo elude la guardia di due difensori e lascia partire un tiro tra le braccia di Scarsella. Al 43' Bertoldi prova da lontano.
Nel finale, dopo un buon possesso del Cynthia, al 48' Lauria si divora un gol già fatto sul servizio di Zotti. Il triplice fischio viene poi accolto come una liberazione dai tifosi e dalla panchina.
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