Il presidio
Grifone d’assalto Roma cade di nuovo
Seconda vittoria nella capitale, in gol Vaccaro e Palumbo
ROMA. I due pareggi interni di fila sono un “lontano” ricordo.
Il Grosseto formato trasferta vince ancora (dopo il successo al debutto contro il Trastevere), si riavvicina alle zone altissime di classifica, sistemandosi al terzo posto in coabitazione della Nuorese e conserva la propria imbattibilità.
A Roma la squadra di mister Domenico Giacomarro, su un terreno di gioco, come previsto, in pessime condizioni, s’impone con un gol per tempo, dimostrando organizzazione e maturità nella gestione, sino al termine, del secondo vantaggio. E all’Astrea, ultimo da solo nella classifica del girone G, ancora a zero punti, non resta che leccarsi le ferite.
Il tecnico schiera il 3-5-2, scegliendo Libutti, Cremonini, Maciucca e Vaccaro, il migliore tra i biancorossi, come quote. Ed è proprio quest’ultimo a trovare la rete che sblocca il match, a metà primo tempo: il suo diagonale (su invito di capitan Zotti) è letale. Per Riccioni, che è stato preferito per la seconda gara di fila a Bucarelli, non c’è scampo. Già contro il Lanusei Vaccaro era andato ad un passo dal gol, colpendo la traversa su suggerimento di Lavopa. Stavolta lo ha trovato, per la gioia dei tifosi biancorossi che hanno seguito la squadra allo stadio del marmo.
Il gol di Vaccaro è arrivato dopo un buon momento per il Grifone: in precedenza, al 7’, Cremonini aveva impegnato il portiere romano con un tiro-cross respinto con molta apprensione e poca sicurezza. L’Astrea non sembra capace di reagire nell’immediato. Ed anzi, rischia pure di subire il raddoppio, ma Zotti e Palumbo, pur rendendosi pericolosi, non trovano il bersaglio grosso. Soltanto in prossimità dell’intervallo i padroni di casa si fanno vivi in avanti. Di Benedetto ha sul piede la palla dell’1-1, ma la cestina malamente, spedendo a lato da distanza ravvicinata.
L’avvio di ripresa è vibrante. L’Astrea giunge quasi subito al pari con Belardinelli, bravo ad approfittare di un disimpegno errato di Baylon e a beffare Lanzano con un preciso e delizioso pallonetto.
Come già accaduto contro Nuorese e Lanusei, insomma, il Grosseto viene punito nelle fasi iniziali del secondo tempo. Un “male” contro il quale sembra difficile trovare la medicina, anche se questa volta c’è stata fortunatamente una reazione immediata.
La squadra di Giacomarro trova infatti la forza per riportarsi subito avanti, reagisce positivamente a differenza di quanto avvenuto solo mercoledì scorso: bomber Palumbo, con una conclusione rasoterra, sigla il 2-1, secondo centro personale in campionato.
L’Astrea non ci sta a rimanere da solo in coda alla classifica. Cerca il pareggio, confortato anche dal fatto che l’impresa poco prima era riuscita. E comunque il Grifone non rinuncia a farsi vedere dalle parti dell’Astrea: Palumbo manca la doppietta personale con un missile da fuori area che non passa lontano dal “sette” della porta di Riccioni. L’unico a creare pericoli alla difesa toscana è comunque Belardinelli, che alla mezz’ora sfiora il secondo pari. Sul suo colpo di testa Lanzano si oppone provvidenzialmente e salva il risultato. Vaccaro non inquadra la porta poco dopo, ma il Grosseto - che Giacomarro fa coprire, inserendo Daleno per Zotti (apparso stanco, dopo aver speso tanto nella prima frazione) a dieci minuti dalla fine - riesce a conservare il 2-1, approfittando della scarsa veemenza offensiva dei padroni di casa. Quattro partite, otto punti, sei dei quali conquistati in trasferta in due partite. Adesso il prossimo obiettivo sarà sfatare il tabù Zecchini, dopo i due pareggi contro Nuorese e Lanusei, ieri vittoriose. La vetta, che continua ad essere occupata dall’Arzachena – resta lontana appena due lunghezze e per domenica prossima è in arrivo un cliente pericolosissimo, l’Olbia, che ieri davanti al pubblico amico ha fatto tre gol al Flaminia, con una doppietta su rigore di Molino ed una rete dell’ex biancorosso Giuseppe Giglio, un attaccante che a 37 anni ha sempre la solita passione per il gol.
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