Ancora calcioscommesse L’Aquila inguaia il Grifone
La società di Piero Camilli tirata in ballo nel filone d’inchiesta Dirty Soccer Il ds degli abruzzesi propose a un dirigente biancorosso un pareggio combinato
GROSSETO. Il filone del calcio scommesse denominato Dirty Soccer, riguardante l'alterazione di incontri di calcio per il campionato di Lega Pro, aperto dalla Procura della Repubblica di Catanzaro, chiama in causa la vecchia Us Grosseto.
La società del patron Piero Camilli risulta coinvolta per un incontro disputato lo scorso 3 maggio allo stadio Fattori dell'Aquila e vinto dalla formazione biancorossa per 1-0.
Le indagini hanno permesso di accertare che il direttore sportivo dell'Aquila, Ercole Di Nicola, ha proposto ad un dirigente del Grosseto, allo stato non identificato, di alterare la partita in modo che il risultato fosse di parità.
Sul campo, invece, la formazione maremmana si è imposta con un calcio di rigore trasformato dall'attaccante austriaco Thomas Pichlmann al 14' del secondo tempo, al termine di un incontro dominato per lunghi tratti dai ragazzi di Massimo Silva, che hanno rischiato solamente una volta, con il portiere Baiocco bravo a sventare la minaccia arrivata dall’attacco abruzzese.
Secondo l'accusa il diesse aquilano avrebbe anche cercato di combinare altre partite, a cominciare da quella contro la Pistoiese.
La posizione della vecchia Us Grosseto è ancora tutta da verificare, visto che per adesso non ci sono indagati, non essendo stato individuato il fantomatico dirigente che avrebbe parlato con il direttore Di Nicola per combinare un pareggio, ma gli sportivi possono stare tranquilli per il futuro, visto che l'Us Grosseto, dopo la mancata iscrizione al torneo di Lega Pro non esiste più ed è in attesa della revoca dell'affiliazione.
Nell'operazione Dirty Soccer è coinvolto anche Giuseppe Cianciolo, direttore sportivo del Poggibonsi, in passato, nella stagione 2007-2008, responsabile del settore giovanile unionista.
Da segnalare infine che tra le nuove gare nel mirino c’è anche Tuttocuoio-Gubbio.
Maurizio Caldarelli
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