Quel settore giovanile spazzato via in un attimo
La mancata iscrizione rischia di far disperdere un patrimonio di 150 giocatori tra agonisti e piccoli
GROSSETO. Da quello che succederà con la prima squadra, dipende anche tutto il futuro del settore giovanile biancorosso. Ad oggi spazzato via, per quello che era sino alla stagione scorsa.
Berretti, Allievi e Giovanissimi nazionali non potranno più esserci. Si ripartirà dai campionati regionali e solo con una D il Grosseto potrebbe avere una Juniores nazionale. Ma l’essere all'anno zero può essere - anzi, dovrà essere - l'occasione per creare davvero un settore giovanile importante che possa garantire anche col tempo la crescita della prima squadra.
Walter Trentini, ex biancorosso e a lungo stimato tecnico delle giovanili del Grifone, così inquadra il difficile momento: «La speranza è quella che si possa presto ripartire con una nuova società. Per adesso, non c'è ancora niente di preciso, anche se qualche contatto c'è stato. Di certo, per ripartire bene si dovrà investire in strutture e allenatori capaci. Prendiamo le ultime stagioni, in cui le varie squadre del settore giovanile, tra allenamenti e gare di campionato, sono state costrette a girare per la provincia, spesso in strutture non adeguate. Serve un responsabile del settore in gamba, un vero coordinatore, come ai tempi di Piccinetti, o magari un Picardi. Anche se è chiaro che di figure di questo spessore non ce ne sono molte in giro. Oggi solo Invicta e Roselle, che pure hanno i loro problemi di strutture, sono le uniche che possono far calcio giovanile a un certo livello».
Nessuna speranza per la linea verde? «Non è vero che a Grosseto non possono venir fuori giocatori importanti per il futuro. Prendiamo Franceschi che ho allenato io e che ha fatto 3 anni con noi: oggi è alla Roma. Per non dire di Guazzini che in biancorosso ha fatto tutta la trafila e che oggi è alla Fiorentina. Altri due ragazzi del 2000, sono al Livorno. La stessa Fiorentina ne stava seguendo altri. Ma prendiamo l'esempio di Fanciulli che esordì in B con gol (e che disputerà la preparazione con la Primavera della Fiorentina, ndr) per dire che a questi ragazzi si deve anche dar fiducia. Certo, non fare più tornei nazionali sarà un peccato. Ma sarà importante almeno prendere parte a quelli regionali. Per la crescita dei ragazzi. Anche se poi dobbiamo pensare che qui abbiamo appena 3 squadre che fanno i regionali, mentre nelle province attigue di squadre ce ne sono anche 30. Chiaro che poi, quando vai a fare le rappresentative, prendi gli schiaffi».
Sinergie? «Certo. Servirà anche ricucire una collaborazione con le altre società della provincia, perché di ragazzi bravi ce ne sono anche qua da noi, ve lo garantisco. Basta mettergli a disposizione le possibilità di allenarsi in un certo modo».
Intanto, dei tecnici della pas sata stagione, Emiliano Biliotti sarà il vice di Atzori a Siena. Alessandro Monticciolo coadiuverà Giampaolo a Empoli. Alessio Bifini è uno dei candidati alla panchina biancorossa. Adriano Meacci e Fortunato Castriconi sono ancora fermi, mentre Fabio Bonfiglio è rientrato a Siena, al momento senza squadra. Ma anche per i giocatori, è cominciata la diaspora, almeno dei migliori: Pini, Boccardi e Callegari alla Viterbese; Di Roberto al Roselle; Bernardini al Gavorrano.
In tutto, il settore giovanile del Grifone contava su circa 90 giovani agonisti e almeno altri 60/70 più piccolini. Un patrimonio che rischia di essere disperso. «Mi auguro che le famiglie possano avere ancora un po' di pazienza – aggiunge Trentini – prima di far andare i figli a giocare altrove». Nella speranza che al più presto si decida il futuro della prima squadra e a cascata, quello di tutto il settore giovanile che però stavolta, dovrà avere un ruolo centrale nel progetto di rinascita del Grifone.
Paolo Franzò
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