Il Tirreno

Grosseto

Arrampicarsi, passione magica: ecco il bouldering

Gabriele Baldanzi
Bouldering, arrampicata sui massi
◗
Bouldering, arrampicata sui massi

A Sassoforte ha preso campo la nuova disciplina, e arrivano anche dall’estero per cimentarsi

3 MINUTI DI LETTURA





ROCCASTRADA. Sassoforte offre da qualche anno la possibilità di praticare bouldering (arrampicata sui massi) nell’area vicino ai ruderi dell’omonimo castello. «A oggi – spiega Cristiano Mattioli, indigeno e praticante di questo sport - sono stati arrampicati più di 300 blocchi con difficoltà media ed elevata, molti altri aspettano di essere puliti e liberati.

Ma le arrampicate sul Sassoforte vanno oltre le scale numeriche relative alla difficoltà e alla tecnica. Sassoforte, infatti, è un luogo di forte ispirazione, sa restituire a chi lo frequenta energie positive, tali da lasciare impressionati tutti i frequentatori. E’ un luogo magico e mistico. Quando il sole splende la luce che filtra tra i rami dei faggi ha mille sfumature, quando il tempo è più nuvoloso l’ambiente si incupisce e riflette sensazioni diverse, altrettanto emozionanti. Insomma le varie difficoltà (gradi) di arrampicata passano sempre in secondo piano».

Il bouldering è una disciplina che conta molti appassionati in Toscana e Sassofortino ne sta traendo beneficio in termini di popolarità. E’ difficile che in un weekend non si incrocino ragazzi che coi loro crash pad (materassi per l’atterraggio) sulle spalle, salgono verso i settori per affrontare blocchi di riolite, pareti ripide e apparentemente prive di appigli. Vengono addirittura dalla Germania e dall’Austria, dalle provincie della Toscana ma anche da Pescara, Piacenza, Modena, Torino.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.11685422:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11685422:1652087618/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Il passaparola - avviato da alcuni top climber - è stato il miglior spot. Oggi la zona è ben tenuta grazie a un gruppo di amici che si è preso a cuore i massi più belli, che li frequenta con assiduità e sta tentando si preservare Sassoforte. In questo periodo si lavora alla promozione della disciplina sportiva e alla pulizia di nuovi settori, massi da scalare e rispettivi atterraggi. Cristiano Mattioli, dicevamo, è un local (così si chiamano gli abitanti del posto dove si scala) e pratica bouldering da una diecina d’anni. «Mi piacerebbe che altri conoscessero questa pratica, dove lo sport va a braccetto con l’ambiente. In Sassoforte c’è un equilibrio fragile, un ambiente da preservare con attenzione. Il monte non sopporta invasioni».

Mattioli (che nel giro è noto come BigCri) riesce a coadiuvare, con cognizione di causa, le esigenze di questa pratica sportiva con l’amore che la comunità residente prova per Sassoforte. Insieme al “sindaco” Giulio Nicolai, a “Cavallo Pazzo” (Diego Gaetani), e al “maniscalco” (Simone Frua) ha addirittura fondato un gruppo, che risponde al nome di Black Flag Sasso.

«Da quando è nato il gruppo - conclude - non abbiamo mai smesso di ragionare, sognare e programmare, affrontando i proprietari dei terreni privati da cui emergono le rocce, diventando un riferimento anche per quanto concerne l’accoglienza. E qualcuno adesso se ne é accorto… Alcune aziende specializzate hanno voluto dare il proprio contributo, finanziando la realizzazione di un video promozionale che uscirà il prossimo autunno».

Tra i Black Flag Sasso ci sono The Stone (Gabriele Michetti), Rubber (Raffaele Profili), Rock Z (Zeno Del Corso) e Billy The Kidd (Luca Andreozzi). Quartier generale del gruppo all’osteria ‘da Giannino’, a Roccatederighi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani