Il Tirreno

Grosseto

Bonifazi: Camilli libero di andar via, ma i toni sono inaccettabili

Paolo Franzò
Emilio Bonifazi e Piero Camilli
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Emilio Bonifazi e Piero Camilli

Il sindaco interviene dopo l’annuncio del patron dell’Us Grosseto: «Se qualcuno vuole rilevare la società, si faccia avanti direttamente con lui»

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GROSSETO. Le parole di Piero Camilli hanno avuto eco. «Non iscriverò lasquadra al prossimo campionato», aveva detto il proprietario dell'Us Grosseto, tirando in ballo l'amministrazione comunale, cui diceva di aver già comunicato le proprie intenzioni, giorni addietro. Cosa assolutamente vera e confermata dalla risposta, con tanto di comunicato, del primo cittadino, Emilio Bonifazi.

E il sindaco, risponde come ha sempre fatto, ricordando che non è la prima volta che ci si trova in questa condizione. «Piero Camilli è libero di fare le sue scelte - spiega Bonifazi – ma il Comune non è e non può essere un soggetto mediatore, tra imprenditori e società sportive. Prendiamo atto dell'annuncio di voler lasciare il Grosseto calcio da parte del presidente Camilli che mi ha comunicato la cosa con una mail mercoledì scorso in serata. Mail che contiene argomenti che da diversi anni, ad ogni fine di campionato, il presidente pone alla mia attenzione e alla quale non ho risposto per non ripetere considerazioni che Camilli conosce benissimo. Come ogni anno mi sono invece già attivato per valutare con tante persone in città la situazione anche se, ribadisco, deve essere chiaro, non solo al presidente che l'amministrazione comunale non è un soggetto mediatore tra imprenditori e società sportive professionistiche. L'ho più volte scritto e detto anche a lui personalmente».

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«Devo dire, aggiunge Bonifazi - raggiunto telefonicamente – che Camilli nella sua mail usa toni molto garbati e gentili, ma a parer mio, certi passaggi potrebbero essere evitati. Come il riferimento al Roselle Calcio, cui noi abbiamo solo concesso l'uso del campo sportivo. Poi, se vorranno fare altro, lo faranno a proprie spese. Noi, come Comune, siamo proprietari di impianti sportivi che poi diamo in gestione a varie società. Lo abbiamo fatto con il Roselle, come per il Grosseto. Posso capire che Piero Camilli possa essere stanco del mondo del calcio e di una categoria, dove ci sono molte difficoltà economiche nell'andare avanti. Quello che non è accettabile, però, è l'attacco gratuito e il tono irridente rispetto ad una città che ha ricambiato per anni, con fiducia e partecipazione, la gestione Camilli. Una storia fatta, come per tutte le cose, di successi come di delusioni».

Poi, Bonifazi prosegue: «Mi sembra strano comunque che possa lasciare tutto così, dalla sera alla mattina. Di sicuro, da me non è mai passato nessuno col manifesto interesse verso l'acquisto del Grosseto, ma se dovesse capitare, state certi che lo metterei subito in contatto con la proprietà. Certo che se alla fine non dovesse davvero iscrivere la squadra al campionato, noi faremo ovviamente la nostra parte, come istituzione, e sono anche certo che in qualche modo, anche se inevitabilmente da una categoria inferiore, la società ripartirebbe. Nessuno dimentica quello che Camilli ha fatto in questi anni e dove ha portato la squadra, quasi nella massima serie. Tuttavia, mi vedo investito di una richiesta che proprio istituzionalmente non mi compete».

La mail di risposta del primo cittadino si conclude così: «Se Camilli vuole andarsene è dunque libero di farlo. Avermelo comunicato oggi o 8 giorni fa non cambia molto con il poco tempo rimasto. Se ci sono degli spazi per qualcun altro che vuole salvare il Grosseto, magari una cordata cittadina, si faccia avanti, ma direttamente con Camilli. Per il resto, noi siamo sempre a disposizione, come sempre».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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