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Tra la conferma di mister Ripaldi e le polemiche sul fumogeno

Tra la conferma di mister Ripaldi e le polemiche sul fumogeno

FONTEBLANDA. Il Fonteblanda ha riconfermato l’allenatore Francesco Ripaldi per la stagione 2015/’16 affidandogli anche l’incarico di tecnico della squadra juniores. Una scelta che rappresenta un...

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FONTEBLANDA. Il Fonteblanda ha riconfermato l’allenatore Francesco Ripaldi per la stagione 2015/’16 affidandogli anche l’incarico di tecnico della squadra juniores. Una scelta che rappresenta un autentico atto di stima nei confronti del tecnico che ha portato il Fonteblanda al terzo posto in classifica. La strategia è quella di valorizzare ulteriormente i propri giovani permettendo all’allenatore di interagire tra gli juniores e la prima squadra, facilitando così l’ingresso in prima squadra dei ragazzi più promettenti.

Al termine della stagione il bilancio stilato dalla società è positivo, l’obiettivo per il prossimo anno è quello di confermarsi al top della classifica mantenendo una squadra con una media di età molto bassa. Il presidente Gerardo Melchionda coglie comunque l’occasione per togliersi un sassolino dalla scarpa: «L’Argentario ha dovuto pagare un’ammenda di 850 euro perché i suoi tifosi hanno acceso qualche fumogeno nella trasferta a Barberino val d’Elsa. Atteggiamento simile lo hanno avuto anche i supporters del San Quirico d’Orcia quando la loro squadra ha giocato a Fonteblanda la semifinale playoff. Anzi, – aggiunge Melchionda con un pizzico di rabbia – oltre ai fumogeni hanno tirato anche qualche bottiglia ed il giudice sportivo non ha preso alcun provvedimento».

A Melchionda è stato detto che tutto dipende da ciò che riporta l’arbitro nel referto, una spiegazione che non convince il massimo dirigente del Fonteblanda: «Non può essere a discrezione dell’arbitro riportare o meno un atteggiamento soggetto a sanzione. Quando noi abbiamo giocato con il San Quirico d’Orcia c’era la terna arbitrale e mi sembra strano che nessuno abbia notato i fumogeni, in altre occasioni non è stato così e tale disparità di trattamento contribuisce soltanto ad alimentare la sensazioni di due pesi e due misure».

Paolo Mastracca

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