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Silva in vena di esperimenti, la novità è la difesa a 4

Paolo Franzò
Silva in vena di esperimenti, la novità è la difesa a 4

Piero Camilli e il figlio Luciano di nuovo in visita alla squadra

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GROSSETO. Sono le 15.49 quando Piero Camilli, assieme al figlio Luciano, sbuca dallo spogliatoio, sulla pista del Carlo Zecchini, tra gli applausi dei tifosi presenti sulla tribuna, intenti a seguire la partitella della prima squadra, contro la Berretti biancorossa.
Sarà un pomeriggio diverso per la squadra che alla fine giocherà 3 tempi di circa mezzora ciascuno, l'ultimo proprio in funzione della presenza del patron biancorosso.
È un Grifone alla ricerca di se stesso quello che si avvia alla gara con il Prato di domenica pomeriggio. Ferraro è ancora fermo, mentre Monaco effettua un lavoro differenziato. In questa settimana i due difensori non si sono ancora mai allenati con il gruppo. Perciò mister Silva rispolvera Burzigotti nella linea a 3 della difesa e precisamente colloca l'ex Reggina sul lato destro, con Biraschi che rimane a fare il centrale e Legittimo a sinistra.
È l'unica novità, oltre all'assenza forzata di Onescu che è squalificato. Al posto del centrocampista romeno riecco Della Latta al fianco di un Verna che ha già smaltito la botta presa nell'allenamento del mercoledì. Almeno questa è una buona notizia. Gli esterni restano Formiconi e Paparusso, così come Volpe è il trequartista, dietro a Torromino e Fofana. Vanno a segno un po' tutti su un prato che ricomincia a tornar verde. Chissà che non sia anche questo un buon segno?
Poi nel secondo dei 3 tempi, il tecnico biancorosso prova una cosa tutta nuova: ovvero la difesa a 4. Toglie proprio Burzigotti, abbassa Formiconi e Paparusso, sposta Volpe nei 3 di centrocampo, sul lato sinistro, arretra Torromino in posizione quasi da mezza punta e mette dentro Pichlmann, in coppia con Fofana. In buona sostanza, disegnando un 4-3-1-2 inedito, decisamente molto offensivo, ma che intriga e che potrebbe essere la carta a sorpresa da giocare contro la squadra di Esposito. È qui, sul finire della seconda partita, che si fa male Torromino che uscirà con la borsa del ghiaccio sulla caviglia destra. Ma l'impressione (oltre che la speranza di tutti) è quella che non si tratti di nulla di serio. Il terzo tempo, come detto, è una sorta di tributo alla presenza a bordo campo dei Camilli che seguono con attenzione anche le prestazioni di Lugo, Boron, Albertini e via discorrendo. Dall'altra parte del campo, sotto alla gradinata, il giovane Masia prosegue nel suo lungo lavoro di recupero. Peccato non poterlo riavere per questo difficile finale di stagione, in cui un giocatore come lui, capace di saltare l'uomo, avrebbe fatto decisamente comodo.
 

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