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«Tifo Grifone, ma il calcio di oggi non mi piace più»

«Tifo Grifone, ma il calcio di oggi non mi piace più»

L’amicizia nata negli spogliatoi con Palazzoli, Cambri, Scannerini, Mannini e Tognelli

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GROSSETO. Non solo medico sportivo (e medico di base per qualche anno). Simoni è stato anche medico sociale.

«Era il 1978 - racconta - andai ad Orbetello, in Serie D, per dare una mano all’amico Lamberto Pazzi. Mi piacque. Un impegno stimolante. E quando Lamberto venne chiamato ad allenare il Grosseto, nell’estate del 1980, mi chiese di seguirlo e affiancare Werther Cambri, il 'Dottorone’, come veniva simpaticamente chiamato. Io ero un tifoso del Grosseto. Già membro del club Anno Zero. Potete immaginare quale soddisfazione ritrovarmi, di colpo, a contatto con i ‘miei’ giocatori, vivere dall’interno lo spogliatoio biancorosso. Rimasi fino al 1987. Diversi anni di serie C. Ricordi molto belli e grandi sacrifici. Mi piace oggi rammentare, oltre a Cambri, il compianto Giancarlo Scannerini. E ancora Roberto Mannini e Ciccio Tognelli».

Simoni, mentre parliamo del suo passato da medico sociale, rammenta più volte Nilo Palazzoli. «Con lui si era creato davvero un rapporto speciale, di stima reciproca, affetto, amicizia. Nella sua tabaccheria, alla stazione, c’era appesa al muro una foto di noi due sul lungomare di Imperia, scattata durante una trasferta in Liguria, oltre 30 anni fa».

Fu proprio in quegli anni, secondo Simoni, che maturò anche in Maremma il concetto di staff sanitario, si comprese l’importanza delle strumentazioni, di corrette diagnosi, dei tempi di recupero. «Fino ad allora - prosegue - veniva visto quasi come una fissazione del medico e del massaggiatore il riposo forzato dell’infortunato. Altri tempi…».

Il calcio odierno a Simoni non piace. «Ho nostalgia dello stadio pieno, della genuinità degli addetti ai lavori. Oggi tutto passa dalla tv e dal computer». Eppure il dottore è ancora un abbonato del Grosseto («me lo sono sempre pagato, eh...» - sorride). La domenica, quando il Grifo gioca allo Zecchini, lui è al suo posto: tribuna laterale sud. «E qui non ho intenzione di mollare, di andare in pensione, anche se a volte...».

Gabriele Baldanzi

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