Il Roselle conquista la Promozione
L’invincibile armada piglia tutto: Coppa Toscana e campionato vinti in quattro gare da record
ROSELLE. La stagione trionfale del Roselle non può essere catalogata come un semplice successo ma ha assunto le dimensioni di un autentico dominio.
Lo storico doppio trionfo si è materializzato nell’arco di quattro giorni sull’asse Firenze-Roselle, prima con la coppa Toscana alzata al cielo nel capoluogo toscano e domenica scorsa con la matematica vittoria del campionato arrivata dopo il successo in rimonta a spese di un indomito Valdarbia.
Se a Firenze era stato Raito a firmare il gol che ha permesso di vincere il primo trofeo stagionale, nel match decisivo in campionato le reti che hanno certificato lo storico double sono state griffate da Cosimi, Lupi e Vento. Esistono però altri riscontri numerici che rendono ancora più emblematico il dominio del Roselle. Su 35 partite disputate tra campionato e coppa il Roselle ne ha vinte addirittura 28, l’80% del totale.
Nelle 35 gare i ragazzi di Michele De Masi hanno realizzato 80 reti, una media di realizzazione superiore a due gol ogni singolo match. Numeri impressionanti che indicano un lavoro proficuo, una strategia chiara ed un progetto che guarda lontano. Il direttore sportivo Giuliano Dragoni indica i principali artefici del miracolo Roselle: «Credo che Mario e Simone Ceri siano riusciti a costruire qualcosa di importante per l’intero movimento calcistico maremmano a cui tutti devono guardare come un punto di riferimento».
Giuliano Dragoni elabora il proprio pensiero: «Innanzitutto ho l’orgoglio e la soddisfazione di lavorare con loro che hanno dimostrato di essere imprenditori all’altezza della situazione e non soltanto per la capacità e la volontà di investire in questo settore ma perché hanno una propensione al confronto unita alla qualità di cercare sempre il massimo risultato possibile. Inoltre la società è impegnata principalmente con il lavoro di Simone Ceri alla crescita del settore giovanile in termini concreti e non con slogan».
Il Ds Dragoni si proietta già al prossimo campionato di Promozione: «Girando la Toscana ci rendiamo conto che in Maremma c’è una scarsa propensione ad investire nelle strutture. L’auspicio è che a Roselle si creino le condizioni per costruire un luogo idoneo dove poter praticare calcio ad un certo livello, altrimenti saremo costretti a compiere scelte che non vorremmo fare».
Riallacciando il discorso del progetto calcistico Giuliano Dragoni rende merito a chi lo ha ideato partendo dalla terza categoria: «Io sono arrivato quest’anno e mi sono trovato subito in perfetta sintonia con Mario e Simone Ceri quando abbiamo convenuto che la strategia sarebbe stata quella di cercare giocatori che unissero alle qualità tecniche anche valori umani e personali significativi. Assistendo alle nostre sedute di allenamento ci si rende conto del comportamento che hanno i nostri ragazzi, capaci di vincere sul campo sia di fioretto che di sciabola, secondo le esigenze di ogni singola partita».
A tale proposito Dragoni sottolinea: «Cristiano Cipolloni e Gabriele Maggio sono componenti del gruppo che hanno iniziato l’avventura dalla terza categoria, poco dopo arrivò Matteo Cosimi e poi ci sono stati gli altri innesti. Citarli tutti è dura però alcuni li menziono, ad iniziare dal super uomo Lorenzo Lupi, passando da Alessio Boni e Simone Raito per arrivare a Davide Saloni che è l’emblema dello spirito di questa squadra. Ricordo il bomber Federico Angelini che in questa stagione ha completato il proprio repertorio realizzando 27 reti e Vincenzo Vento che si è sempre fatto trovare pronto. Parlare di Gigi Consonni è troppo semplice, grande uomo e grande giocatore».
Altri protagonisti sono stati il muro della difesa Matteo Franchi, oltre a Federico Montomoli, Marco Minucci, Matteo Di Fiore, Diego Polla, Andrey Kudinov, Walter Pacinotti, Alessandro Emiliani e Fabio Borracelli.
Il condottiero della squadra è Michele De Masi, l’allenatore che Giuliano Dragoni descrive così: «È una figura importante, fondamentale nel gruppo per la capacità tecnica, per lo spessore umano e per il carisma. È un grande motivatore, gestisce bene le persone sia a livello individuale che come componenti del gruppo e sa capire le esigenze della società. Una persona leale che si è guadagnato giorno dopo giorno la stima all’interno dello spogliatoio. Lo definirei l’allenatore perfetto e meriterebbe palcoscenici più importanti».
Quali saranno le strategie per il prossimo anno?
«Nei prossimi giorni faremo una riunione con Michele De Masi per fare il punto della situazione ma la base è questo gruppo che non mi stanco di definire fantastico, meraviglioso e stupendo».
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