Il Tirreno

Grosseto

la promessa del vescovo

«Vengo a vedere una partita per incoraggiare i ragazzi»

«Vengo a vedere una partita per incoraggiare i ragazzi»

GROSSETO. «Non conosco il baseball, l’ho visto solo nei film in tv, ma sono curioso ed interessato a questo sport che ha tanta tradizione in città: mi ripropongo di venire allo stadio uno dei...

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GROSSETO. «Non conosco il baseball, l’ho visto solo nei film in tv, ma sono curioso ed interessato a questo sport che ha tanta tradizione in città: mi ripropongo di venire allo stadio uno dei prossimi sabato».

Il vescovo di Grosseto Rodolfo Cetoloni si è presentato così a giocatori, tecnici e dirigenti dell’Enegan Grosseto Baseball.

Quello di sabato scorso allo stadio Roberto Jannella è stato un incontro cordiale, conoscitivo, che ha lasciato soddisfatto tutto l’entourage, onorato di ospitare sua eccellenza.

«Sono venuto qua – ha aggiunto – per incoraggiare l’entusiasmo che ho notato tra i ragazzi. E sono felice di aver trovato un ambiente sereno e pulito».

Il vescovo Cetoloni, accompagnato da don Enzo Capitani, direttore della Caritas, e dal responsabile comunicazione della Diocesi Giacomo d’Onofrio, prima di salutare la squadra biancorossa è stato guidato dal direttore sportivo Alessandro Boni alla visita del museo del baseball grossetano, insieme all’assessore comunale Luca Ceccarelli, ed è rimasto piacevolmente colpito dalla tradizione, dai trofei conquistati dal Bbc Grosseto e dallo scudetto del Grosseto Baseball, ma anche dalle migliaia di sportivi cittadini, immortalati nelle foto appese sulle pareti, che in varie epoche hanno sofferto e gioito per i colori biancorossi.

Il vescovo si è intrattenuto a lungo anche con il capitano dell’Enegan Andrea Sgnaolin, al quale ha fatto gli auguri per la nascita del figlio Riccardo.

«Vorrei ringraziare tutti – ha sottolineato Cetoloni – per l’impegno che profondete, per quello che state facendo, augurandovi le migliori fortune per il campionato che sta per prendere il via».

«Lo sport - ha concluso il vescovo - abitua a stare insieme e tira fuori il meglio di ogni persona, la sana aggressività per battere gli avversari. In gioventù ho praticato calcio, pallavolo e atletica e devo dire che in molte occasioni dare un calcio ad un pallone mi è servito tantissimo a superare qualche piccola crisi».(m.c.)

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