Il presidio
Maratona di Treviso: La Rosa per primo al traguardo
GROSSETO. L’atletica italiana scopre un maratoneta sopraffino, Stefano La Rosa. Il carabiniere grossetano centra un esordio da ricordare sui 42 chilometri, vincendo la Treviso Marathon in 2h12’05. Da...
GROSSETO. L’atletica italiana scopre un maratoneta sopraffino, Stefano La Rosa.
Il carabiniere grossetano centra un esordio da ricordare sui 42 chilometri, vincendo la Treviso Marathon in 2h12’05. Da tempo si attendeva la “prima” del grossetano sulla distanza lunga, dopo anni da protagonista continentale nel mezzofondo prolungato.
Il percorso di preparazione allestito con il coach di sempre, Claudio Panozzo, ha trovato la sua espressione sulle strade trevigiane, al termine di una prova maiuscola La prima parte di gara, ottimamente lanciata da un Ruggero Pertile sempre più “allenatore in campo” dei maratoneti azzurri, è stata contraddistinta da ritmi regolari. Poi, a scatenarsi, è stato proprio La Rosa, che è prima rimasto solo con il keniano Ngeno (1h34’35 al trentesimo), e poi si è involato solitario verso il traguardo, tagliato in 2h12:05 (seconda frazione in 1h05:10). Performance robusta, che mette l’atleta maremmano al terzo posto, alle spalle di Meucci (con il 2h11:10 di Otsu) nella lista europea stagionale.
Esperimento, se tale poteva essere considerato, decisamente riuscito. «Era un esordio, e in situazioni del genere non sai mai cosa può accadere – spiega Stefano La Rosa - ma tutto è andato bene, a tal punto che mi dispiace anche per non essere passato un filo più forte nella prima metà gara. Aver corso da solo gli ultimi 12 chilometri non mi ha aiutato, certo, in ogni caso mi basta aver capito che in maratona posso provare a dire la mia».
La preparazione lo ha visto allenarsi allenarsi sulle strade della sua Toscana, «tra casa e il centro di San Rocco, vicino Siena, dove si allena un bel gruppo di atleti ugandesi. Con loro abbiamo stabilito un buon feeling, e questo mi ha portato a sostenere meglio i carichi di lavoro necessari per affrontare la maratona».
Il futuro agonistico, però, è tutt'altro che definito: «voglio confrontarmi con il direttore tecnico Massimo Magnani, per capire quale possa essere il mio percorso».
«A breve - conclude Stefano - ci sarà una settimana di riposo, e poi, più avanti, un periodo di preparazione in quota negli Stati Uniti la gara di Palo Alto, dove proverò a correre i 10000 metri. Non è escluso che il lavoro per la maratona riesca a darmi un vantaggio nelle prove in pista».
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