Il Tirreno

Grosseto

Alta tensione per il match a Reggio Emilia

di Paolo Franzò
Alta tensione per il match a Reggio Emilia

Ferraro sta bene e potrebbe giocare Servono grinta e determinazione per vincere

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GROSSETO. Ventuno grifoni al Mapei Stadium, a caccia di una identità, di una prestazione migliore di quella di domenica scorsa e magari, almeno di un punticino. Tanti ne porta con se oggi Paolo Stringara, alla sua prima volta in trasferta da tecnico del Grosseto, nella tana di una squadra che tra le mura amiche, raramente concede sconti all'avversario.

«Giochiamo contro una squadra che in casa vince spesso. Una buona squadra che si è pure rinforzata sul mercato, ma noi l'abbiamo preparata bene – spiega l'allenatore del Grifone – ma poi se non ci mettiamo sul campo, tutto quello che serve per portare a casa qualcosa di buono, sarà dura».

Uno Stringara pragmatico e conscio delle tante difficoltà. «Dovremo mettere in campo più densità nel mezzo, cercare di chiudere gli spazi e ripartire. Conosciamo i nostri difetti, tattici e atletici, per cui cercheremo di ovviare a questo, cercando di rimanere più compatti. Del resto, le altre hanno ormai delle certezze che noi non possiamo avere, ma solo acquisire col tempo ed il lavoro. Sto lavorando in pressing sui miei giocatori, sperando che recepiscano al più presto quel che voglio da loro. Serve concentrazione, più cattiveria e tanta voglia di far bene».

Situazione ancora più difficile, dopo anche la penalizzazione di un punto..: «Sapevamo che sarebbe arrivata. Non dobbiamo fasciarci la testa e anzi, cercare di uscire al più presto da questa situazione, dalla quale a parer mio, si può venir fuori anche a piccoli passi».

Chiaro il concetto del tecnico biancorosso che punta a una gara di grande sofferenza, al termine della quale, pure il pareggio non sarebbe un risultato sgradito, anzi. Ci sarà anche l'ultimo acquisto, Ferraro? Come pensa di impiegarlo?

«Sta bene e può ricoprire indistintamente ognuna delle 3 posizioni della difesa».

Ci saranno cambiamenti quindi, rispetto all'undici di domenica scorsa? Tanto più che recupera pure Okosun e Formiconi.

«La formazione non la sanno ancora neanche i ragazzi. Conservo un paio di dubbi che scioglierò all'ultimo. Uno in difesa e uno in mezzo al campo».

Anagrammando le sue volontà, per fare più densità in mezzo al campo, serve più fosforo e allora il pensiero va a Della Latta e Volpe, più che a Gambino e Lugo. In difesa, il dubbio può solo essere in mezzo, con Burzigotti che ha risolto i problemi fisici che lo affliggevano e Ferraro che appunto, può giocare ovunque.

«Dobbiamo provare in tutti i modi a fermare questa striscia negativa di risultati. Stiamo lavorando alla ricerca di una organizzazione di gioco e di una identità. Ferraro e Della Latta? Li conosco bene. È gente cattiva, tra virgolette che non molla e che ci può dare una bella mano».

Piano piano, l'undici iniziale, anche se non lo dice, prende corpo. Difesa sulle palle inattive?

«Sempre a uomo. Piuttosto, ci siamo allenati molto, ad attaccare la loro zona, sempre sulle palle ferme».

Dal mercato invece, si aspetta altro?

«Prima giochiamo questa gara e poi vediamo. Ma non vedo l'ora che finisca».

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