Il presidio
Missile in extremis e il Grifone ringrazia il suo ex vescovo
Giusta la divisione della posta al Lungobisenzio. Un solo tiro del Prato, biancorossi senza grandi acuti
PRATO. La prima cosa bella, calcisticamente parlando, di un pomeriggio freddo e umido al Lungobisenzio arriva quando già scorrono i titoli di coda e il Prato pregusta il ritorno alla vittoria dopo cinque sconfitte consecutive. Corre il primo dei tre minuti di recupero e il Grosseto continua a sbattere le corna contro la difesa biancazzurra. Torromino prende palla sulla tre quarti, si ricorda di aver giocato in serie B ai bei tempi di Crotone, e allora si accentra e lascia partire un missile terra-aria che già si capisce dove finirà. Infatti termina la sua corsa sul palo interno alla destra di Brunelli e finisce in rete dall’altra parte, facendo esplodere la gioia dei tifosi maremmani e dando la stura a qualche imprecazione tra i tifosi lanieri.
Nel giorno sbagliato, peraltro, perché in tribuna c’era per la prima volta anche il vescovo di Prato (ed ex di Grosseto), Franco Agostinelli, venuto in soccorso alla squadra nella speranza di farla uscire dal tunnel. Operazione riuscita a metà: un punticino che serve poco a entrambe le squadre, ma che per il Prato ha un sapore più amaro, visto come si era messa la partita.
I biancazzurri dunque non sono guariti, come ha ammesso lo stesso allenatore Esposito al termine dell’incontro, mentre il suo collega Padalino ha preso volentieri il pareggio facendo notare che nel secondo tempo la sua squadra ha avuto per larghi tratti il controllo del gioco. Merito degli ospiti ma anche colpa del Prato, certo più grintoso del solito ma evidentemente impaurito dalla prospettiva di prendere un gol, che alla fine è arrivato come una punizione divina.
Nulla è casuale, comunque, perché è vero che il Grosseto ha sofferto più del previsto l’assenza di Pichlmann e ha giocato sotto tono, ma è anche vero che il Prato ha tirato in porta una volta sola, in occasione del gol, e può recriminare solo per un contropiede buttato al vento in due contro uno da un esausto Fanucchi, che avrebbe potuto chiudere la partita.Risultato sostanzialmente giusto, dunque, che lascia i biancazzurri in convalescenza e consente ai maremmani di guardare da non troppo lontano le posizioni di vertice.
Primo tempo senza acuti, se si esclude un insidioso cross radente dalla sinistra di Eguelfi sul quale Bocalon non arriva per un soffio. Grosseto non pervenuto per lungo tempo. Pervenuti invece i suoi tifosi, che si prendono il centro del palcoscenico, approfittando dello sciopero del tifo sulla Maratona: per tutto il primo tempo i sostenitori di casa tengono giù le bandiere e restano in silenzio, fatta eccezione per qualche offesa quando gli esterni biancazzurri passano vicino alle inferriate della Maratona. Giovio si batte come può sui lanci lunghi, Torromino gli gira intorno ma non trova la giocata vincente. L’unico brivido per Brunelli è una conclusione da fuori area di Lugo che sibila vicino al sette alla sua destra e si perde sul fondo. Sembra un pareggio già scritto, non tanto per mancanza di volontà ma di mezzi, e invece il terzetto più positivo del Prato (Grifoni-Rubino-Bocalon) si accende al 51’: cross preciso del laterale, sponda aerea del centravanti, controllo e girata (con la complicità del marcatore) del bomber. Poteva essere la svolta, se non ci fosse in campo l’insidia Torromino che spegne gli entusiasmi biancazzurri. Al Prato, giocato il jolly del vescovo, non resta che accendere un cero.
Paolo Nencioni
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