Il Tirreno

Grosseto

La favola bella di Sasà Monaco

di Paolo Franzò
La favola bella di Sasà Monaco

Rimasto senza squadra, si offrì al Grosseto: a lungo in tribuna, Padalino lo lancia e lui ricambia col gol

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GROSSETO. Provate a immaginare di avere il sogno di giocare in una squadra di calcio professionistica. La vostra, sino ad oggi, è stata una onesta, ma modesta carriera sportiva. Ma voi siete forti dentro e non volete demordere. Non mollare mai, è il motto della vostra vita e allora, fate il pieno alla vostra auto e vi gettate a Milano, all'ultimo giorno del calcio mercato, senza procuratore, alla ricerca di un ingaggio, bussando a questo o quel box, nella speranza di trovare qualcuno che creda in voi, offrendovi una possibilità.

Può sembrare utopia, o una favola bella e buona nel calcio senza sentimenti di oggi, dove tutto pare stritolato solo da denaro e interessi. Eppure è più o meno quello che è successo la scorsa estate a Sasà, Salvatore Monaco, di professione difensore centrale del Grosseto, autore del gol che ha spianato la strada alla difficile vittoria sul San Marino.

In verità, rimane un velo di mistero sul come andarono veramente le cose, quell'ultimo giorno di mercato a Milano. Almeno due le versioni, ma entrambe comunque fuori da ogni schema di trattative moderne. Con al centro la tenacia di un giovane (Monaco ha solo 22 anni) che crede nelle proprie possibilità e nella cultura del lavoro. Nato a Napoli, gira tra squadre come Cecchina, Budoni, Casale, Arzanese e poi Taranto e nel mezzo, spesso fa parte delle rappresentative di quelli senza contratto. Figlio d'arte (suo padre, Gennaro, ha giocato anche con Perugia e Catania), proprio a Taranto sperava di poter trovare la propria dimensione. Lo scorso agosto, sembrava tutto fatto con la Pro Patria, ma anche quel sogno era poi naufragato. Qui le storie s'intrecciano: qualcuno racconta di una telefonata degli agenti, Alberto Quistelli e Nicola Ciardi che gli comunicano una proposta last minute proprio del presidente Camilli.

Chi invece narra che fu lo stesso Monaco, tutto da solo, a cercare una squadra. Fatto sta che proprio sul filo di lana il difensore firma per il Grosseto a titolo definitivo, come confermato poi dal sito ufficiale del Taranto. In biancorosso sembra destinato a scaldare a lungo la panchina e così sarà per tutta la gestione Silva che non lo impiegherà mai. Padalino, invece, forse perché lui stesso ex difensore, in questo ragazzo di oltre un metro e novanta, qualcosa ci vede. Lo fa entrare prima col Savona, poi a Pontedera e infine lo mette titolare a Ascoli e lo conferma pure col San Marino. Il resto è storia recente, con il suo primo gol in Lega Pro, segnato alla squadra del Titano con un preciso colpo di testa sulla punizione battuta dalla sinistra da Lugo Martinez e un paio di prestazioni coriacee, ben oltre la sufficienza.

Sarà anche l'aria natalizia, ma l'impressione è quella che il Grifone il suo primo rinforzo se lo sia trovato in casa e con l'imminente ritorno di Biraschi la difesa possa essere considerata a posto. Intanto Salvatore Monaco ringrazia Camilli e i tifosi biancorossi, pronto a dare tutto per provare a raggiungere un sogno comune.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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