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Il “bimbo” ritorna in biancorosso

Maurizio Caldarelli
Il “bimbo” ritorna in biancorosso

Manuel Bindi vestirà di nuovo la casacca del Grosseto. È uno dei migliori battitori della serie A: «Finalmente a casa»

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GROSSETO. «Era da qualche anno che volevo tornare a casa e finalmente ci sono riuscito». Manuel Bindi, “il bimbo”, 36 anni compiuto lo scorso 31 maggio, non nasconde la soddisfazione per tornare ad indossare una casacca biancorossa, quella del Grosseto Baseball. Il diesse Boni ha messo un importante tassello nella rosa deI campioni di serie A federale. Bindi è uno dei campioni del Bbc Grosseto usciti dal vivaio biancorosso a metà anni Novanta, insieme ai vari Bischeri, Alessandro e Andrea Ciacci, Riccardo e Andrea De Santis.

Gettato nella mischia a 18 anni, già nel 1997 è stato uno dei migliori battitori di serie A1. Con il Bbc è rimasto fino al 2003, vincendo la Coppa Ceb nel 1997 a Pamplona, la coppa Italia 1999, una supercoppa nel 2003. Nel 2002 ha indossato anche cinque volte la casacca della nazionale italiana agli Europei in Germania, schierato dai manager Massellucci (che in quegli anni mise in campo con il Bbc un diamante tutto made in Maremma) e Davenport in terza base, anche se il suo posto naturale è l’interbase. Dal 2004 Manuel, per una scelta legata anche al lavoro, ha iniziato una seconda carriera, in serie A, dove è diventato una stella di prima grande, non scendendo mai sotto i 300 di media e vincendo anche il campionato con il Banca Etruria Arezzo nel 2012. Adesso lo attende una nuova scommessa, il tentativo di cucire sulla maglia un secondo scudetto di A nella sua città.

«Con il direttore sportivo Boni avevo pianificato il ritorno a Grosseto già lo scorso anno – prosegue Bindi – ma non mi convinceva la situazione con il Mastiff di Biagioli e alla fine saltò tutto e quando Alex mi richiamò ero ormai in parola con il Padule di Alessandro Bianchi». «Non che negli ultimi dieci anni sia stato male, anzi ho trovato dei dirigenti, come il presidente Casalini dell’Arezzo, che mi hanno trattato come un figlio, ma ci tenevo a chiudere la carriera a Grosseto. Ai tecnici garantisco il massimo impegno e mi auguro che il fisico tenga ancora a lungo. In questa maniera potrò stare più vicino a mia moglie e al mio bambino, che ringrazio per avermi sopportato». «Sono contento di essere qua – prosegue – Già nello scorso campionato ho provato una grande emozione nel tornare a giocare allo Jannella e per giunta abbiamo anche vinto. Nel Grosseto Baseball ho trovato l’ambiente ideale: è cambiata la mentalità e questo mi è stato confermato dai miei nuovi compagni, che sono poi gli stessi con i quali ho iniziato nel Bbc Grosseto, che hanno sposato questo progetto».

Manuel Bindi ha iniziato anche a mettere la sua esperienza al servizio dei giovani del Bsc 1952: «È una città unica – sorride – sabato scorso allo Jannella, a fine novembre, c’erano cinquanta ragazzini del Bsc e della Ymca Academy. Un patrimonio che dobbiamo assolutamente coltivare».

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