Il presidio
L’attacco migliora ma il risultato è sempre il pareggio
Il Grifone non sa vincere nemmeno in vantaggio di due gol E non basta la favola di Boccardi, grossetano in campo
GROSSETO. Un grossetano del settore giovanile in campo dal primo minuto con la maglia del Grifone. Filippo Boccardi, classe 96, strappa la fiducia di mister Silva e, dopo una vita, mette fine a quello che era a tutti gli effetti un record negativo per una piazza come quella biancorossa. Maglia numero 9 per lui. Silva lo impiega con Torromino e Gambino (altra succosa novità del pomeriggio), nel tridente d'attacco, orfano di Pichlmann che parte dalla panchina. Grosseto con l'inedito 3-4-3, alla ricerca di una maggiore fluidità in chiave offensiva. E dopo un quarto d'ora, proprio il baby grossetano ha sul sinistro la palla del possibile vantaggio, sprecata malamente per colpa forse di quella debolezza umana chiamata emozione.
Il risultato di tanto cambiamento tattico è in effetti un leggero miglioramento della manovra d'attacco, ma anche la concessione di più spazi per gli avversari in mezzo al campo e il Forlì non disdegna di quando in quando di rendersi pericoloso. Sulle tribune il pubblico di sempre, mentre 6 tifosi della squadra romagnola fanno il loro ingresso nel settore ospiti alla mezz'ora (un problema di biglietto, ndr), appena in tempo per vedere un’insidiosa conclusione di Catacchini. Poi gli sbadigli prendono il sopravvento, figli anche di una tarda giornata d'estate e il primo tempo va in archivio senza troppe emozioni, con tanti errori e il solo Elez a emergere sugli altri.
Dopo pochi minuti della ripresa, il solito libro del calcio toglie dalla partita il ragazzo di Grosseto che deve rimandare i propri sogni di gol, per restituire al popolo dello Zecchini la rete di Pichlmann che, oggi come un tempo, mantiene quel marchio di fabbrica che lo aveva fatto tanto amare: a segno dalla panchina. E siccome il ragazzone austriaco ha voglia di rinverdire antiche storie, ne segna due in 3 minuti, tra il 9' e il 12'. Il gol, come spesso accade, ha il potere di cambiare il volto di una partita.
Così, il Forli si ributta avanti e trova dopo poco il rigore che riapre la contesa; stavolta il para rigori Mangiapelo non può nulla sul piazzato di Docente. Adesso il pubblico si diverte. Gambino si ricorda di aver giocato col Borussia prima di Immobile e timbra una traversa clamorosa. Dall'altra parte, ancora Docente gela lo Zecchini, stavolta in mischia e rimette la partita dov'era: in parità. Il calcio è sempre uguale a se stesso: gol mancato, gol subito.
A 7’ dalla fine, il Forlì rimane in 10 per l'espulsione di Arrigoni. Ma Masia vince l'oscar della sfortuna del pomeriggio: in campo da pochi minuti, si fa male (rottura del dito di una mano, dirà dopo in sala stampa mister Silva) e deve lasciare lo stadio addirittura in ambulanza, così pure il Grosseto rimane in 10, sino a rischiare persino di subire il terzo gol. Pure troppo per una partita di pallone, con 4 minuti di recupero che non dicono più niente, con i biancorossi cotti e sulle gambe che alla fine devono ancora una volta rimandare la prima vittoria stagionale casalinga.
«Siamo amareggiati - dice nel dopo gara mister Silva - Abbiamo giocato una grande partita, sotto tutti i punti di vista , poi l'episodio del rigore, ha cambiato tutto. Comunque non voglio certo dare le colpe al direttore di gara, anche se una trattenuta in area su Pichlmann mi era parsa evidente. Ai ragazzi, non posso dire nulla. Ce l'hanno messa tutta. È' stata una partita decisa dagli episodi, c'è poco da dire, basti pensare alla traversa di Gambino sul 2-1 per noi».
«Ma la crescita della squadra - aggiunge Silva - quella mi pare evidente. Possiamo solo riprendere a lavorare, con la giusta carica e ben venga anche il ritorno al gol di Pichlmann, per il quale la scelta di farlo partire dalla panchina mi sembra sia stata azzeccata».
E Boccardi?
«Si allena tutta la settimana come un leone. È un segnale per tutti i più giovani. Chi ha questa voglia e queste qualità, con me troverà sempre spazio e poi, non mi sembra neanche che sia andato male, ha anche avuto una ghiotta palla gol».
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